Cassazione Penale, Sentenza n. 50772/2023 del 20/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello riguardo a tre profili: 1) la conferma dell'ordine di ripristino dello stato dell'ambiente ai sensi dell'art. 260 comma 4 D.Lgs. 152/2006 (oggi art. 452-quaterdecies c.p.) nonostante l'estinzione del reato per prescrizione; 2) la conferma delle pene accessorie nonostante l'estinzione del reato; 3) la conferma delle statuizioni civili in favore della parte civile WWF, con doglianza sulla carenza motivazionale circa l'esistenza e la natura del danno risarcibile a favore della associazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati il primo e il secondo motivo: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza di appello che aveva confermato l'ordine di ripristino dello stato dell'ambiente e ha revocato tale ordine; ha altresì annullato senza rinvio le pene accessorie applicate all'imputato, poiché incompatibili con l'estinzione del reato per prescrizione. Quanto al terzo motivo, la Corte ha ritenuto che, sebbene risultassero accertati elementi di gestione illecita di rifiuti utilizzati in motivazione dalla Corte territoriale, la motivazione circa il danno sofferto dalla parte civile WWF è insufficiente e generica: perciò ha annullato con rinvio la statuizione civile relativa alla liquidazione del danno, rimettendo la questione al giudice civile competente per la liquidazione. Non sono stati invece esclusi gli altri esiti penali già decisi in appello (assoluzioni per alcune condotte per "fatto non sussiste" e dichiarazione di prescrizione per altre).
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies cod. pen. (ex art. 260, comma 4, D.Lgs. 152/2006)
"il giudice, con la sentenza di condanna o con quella emessa ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, ordina il ripristino dello stato dell'ambiente e può subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'eliminazione del danno o del pericolo per l'ambiente"
L'ordine di ripristino dello stato dell'ambiente è previsto solo in sentenze di condanna o di applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.); non è compatibile con sentenze che dichiarano l'estinzione del reato per prescrizione.
art. 260 D.Lgs. 152/2006 (richiamato)
Continuità normativa con l'attuale art. 452-quaterdecies c.p.: l'ordine di ripristino collegato alla condanna non può sopravvivere alla prescrizione del reato.
art. 260 comma 3 D.Lgs. 152/2006 (richiamato) / disciplina delle pene accessorie
Le pene accessorie conseguono alla condanna; se il reato è estinto per prescrizione, le pene accessorie non possono essere mantenute.
art. 185 cod. pen.
Individua la fonte dell'obbligazione risarcitoria per reati ambientali: la condotta illecita può dar luogo a responsabilità civile per il danno ingiusto.
art. 2043 cod. civ.
Fondamento generale della responsabilità aquiliana; la Corte territoriale deve però individuare e motivare il danno ingiusto e il nesso causale rispetto alla parte civile costituita.
art. 578 cod. proc. pen.
Consente alla Corte d'appello di confermare le statuizioni civili anche quando il reato è estinto; tuttavia la conferma richiede motivazione adeguata sul danno subito dalla parte civile.
art. 444 cod. proc. pen. (richiamato)
Prevede l'applicazione della pena su richiesta; la norma è rilevante perché le misure accessorie e l'ordine di ripristino sono collegati alle sole sentenze di condanna o di applicazione della pena ai sensi di questa disposizione.
Massime di principio
- L'ordine di ripristino dello stato dell'ambiente (o simili misure ripristinatorie) può essere imposto solo con una sentenza di condanna o con l'applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p.; se il reato si estingue per prescrizione, tale ordine deve essere revocato.
- Le pene accessorie correlate alla condanna penale non possono essere mantenute quando il reato è estinto per prescrizione: l'estinzione annulla gli effetti penali strettamente dipendenti dalla condanna.
- Le statuizioni civili possono essere confermate in sede d'appello anche se il reato è estinto, ma solo se la motivazione sul danno subito dalla parte civile è specifica, congrua e prova il nesso causale; in mancanza la decisione va annullata e, se necessario, rinviata al giudice civile per la liquidazione.
- Le associazioni ambientaliste possono costituirsi parte civile e chiedere risarcimento non solo per danni ambientali generici ma per il pregiudizio concreto e documentato alla loro attività (danno patrimoniale o morale determinato dall'offesa ai beni ambientali), che deve essere provato in giudizio.
- Il semplice conferimento di rifiuti in discarica non costituisce automaticamente illecito penale: è necessario accertare elementi concreti di illiceità (es. miscelazione illecita, pericolosità non dichiarata, gestione organizzata di rifiuti pericolosi) per fondare responsabilità penale e/o civile.
- In ipotesi di decisioni di merito che assolvono o dichiarano la prescrizione per alcuni addebiti ma mantengono effetti civili o amministrativi, è opportuno verificare separatamente la tenuta motivazionale di ciascuna statuizione per evitare l'insorgere di provvedimenti incompatibili con l'estinzione del reato.
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