Sentenza del 14/12/2016 n. 3679 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Contributi di bonifica - soggetto passivo - proprietario del fondo al momento dell'esazione - è tale - oneri reali - art. 21, r.d. n. 215/33 - sono tali - benefici apportati al terreno - presunzione - è tale - onere della prova contraria - incombe al contribuente - manifestazione - intenzione di non usufruire delle opere - non rileva - tributo - è dovuto. In tema di contributi di bonifica, l'acquisizione della qualità di consorziato e, quindi, di soggetto passivo del tributo, segue all'inclusione del fondo del singolo proprietario entro il perimetro del comprensorio, a norma dell'art. 860, c.c..
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava l'obbligo di pagare i contributi di bonifica, sostenendo, in sostanza, di non voler usufruire delle opere realizzate dal Consorzio, tra cui un impianto di irrigazione. La questione riguardava l'individuazione del soggetto passivo e la necessità di provare l'effettivo beneficio arrecato dalle opere al fondo.
La decisione
La pretesa contributiva è stata ritenuta legittima. La qualità di consorziato e l'obbligo di pagamento derivano dall'inclusione del fondo nel perimetro del comprensorio di bonifica e dalla proprietà del fondo al momento dell'esazione. I contributi costituiscono oneri reali e si presumono giustificati da benefici concreti o potenziali apportati dalle opere consortili. Spetta al contribuente fornire la prova contraria; non è sufficiente dichiarare di non voler utilizzare le opere o di non intendere usufruirne.
Norme richiamate
Art. 860 del codice civile
L'inclusione del fondo nel perimetro del comprensorio di bonifica determina l'acquisizione della qualità di consorziato e, conseguentemente, l'obbligo di contribuire alle spese consortili.
Art. 21 del regio decreto n. 215/1933
I contributi consortili di bonifica costituiscono oneri reali gravanti sul fondo e sono dovuti dal proprietario al momento dell'esazione. Il loro fondamento risiede nei benefici, anche solo potenziali, derivanti dalle opere di bonifica.
Cassazione civile n. 23815/2015
La sentenza ribadisce che il beneficio derivante dalle opere consortili è presunto per i fondi inclusi nel comprensorio; il contribuente deve dimostrare l'assenza di qualsiasi beneficio e la mera volontà di non utilizzare le opere non esclude l'obbligo tributario.
Massime di principio
- Per i contributi di bonifica, il soggetto obbligato è normalmente il proprietario del fondo al momento della richiesta o dell'esazione, purché il fondo ricada nel perimetro del comprensorio consortile.
- L'obbligo contributivo non dipende necessariamente dall'utilizzo effettivo delle opere, ma dalla loro idoneità a produrre un beneficio concreto o potenziale per il fondo.
- Il Consorzio non deve di regola dimostrare analiticamente il beneficio per ogni singolo terreno quando il fondo è incluso nel comprensorio; spetta al contribuente provare l'assenza di qualsiasi vantaggio.
- La scelta personale del proprietario di non utilizzare un'opera consortile non elimina l'obbligo di pagamento.
- Per contestare validamente il contributo è necessario dimostrare, con elementi concreti, che il fondo non riceve alcun beneficio dalle opere consortili o che l'inclusione nel comprensorio è illegittima.
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