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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34372/2022 del 16/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 29/07/2021 del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta, fino a concorrenza di euro 6.500,00, disposto dal GIP del Tribunale di Napoli Nord in data 21/06/2021. Il reato contestato è truffa aggravata (art. 640, comma 2, n.1 c.p.). La difesa ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 321 e 324 c.p.p., sostenendo che, anche escludendo le dichiarazioni ritenute inutilizzabili (di Luciana Esposito), non vi sarebbero elementi idonei a dimostrare il "fumus" del reato e il contributo rilevante del Russo come concorrente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, anche escludendo le dichiarazioni censurate, dall'istruttoria emergessero elementi sufficienti a fondare il fumus commissi delicti: emissione di false fatture elettroniche per far risultare utilizzi del "bonus cultura" presso la cartoleria Descart (attività inesistente e schermo di altra società), ricezione da parte del Russo di un bonifico di euro 31.000, mancata esibizione della documentazione contabile e ruolo gestionale/di consulenza nella costituzione e amministrazione della Descart. La Corte ha inoltre osservato che atti successivi (avviso di conclusione indagini con diversa qualificazione ai sensi dell'art. 316-ter) sono sopravvenuti e non rilevabili nel giudizio incidentale. Per l'inammissibilità del ricorso il Russo è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 a titolo di cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 640, comma 2, n.1 cod. pen.

    Norma qualificata come titolo di reato (truffa aggravata). La Corte ha ritenuto che gli artifici e i raggiri (false fatture, attività commerciale inesistente) integrino gli elementi costitutivi della truffa aggravata nei confronti degli indagati, incluso il concorso del professionista.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa nel motivo di ricorso; la Corte ha richiamato la giurisprudenza interpretativa che limita il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari alla sola violazione di legge o a vizi motivazionali radicali.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Citato dalla difesa; la Corte ha applicato il principio per cui l'impugnazione in Cassazione contro provvedimenti cautelari è ammessa solo per profili di illegittimità e per vizi motivazionali tanto gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giustificativo.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Norma richiamata nel corso delle indagini e nell'avviso di conclusione; la Corte ha precisato che la diversa qualificazione successiva dei fatti (art. 316-ter) è atto sopravvenuto e non può essere preso in considerazione nel procedimento incidentale oggetto del ricorso.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nella ricostruzione delle indagini (avviso di conclusione); la Corte ha ritenuto che atti nuovi sopravvenuti (come l'avviso) non modificano la valutazione del fumus nel giudizio incidentale già compiuto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna pecuniaria a carico del ricorrente per l'inammissibilità del ricorso, valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione contro provvedimenti di sequestro preventivo è ammissibile principalmente per violazioni di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile il percorso argomentativo del giudice; mere contestazioni della valutazione delle prove sono in genere inammissibili.
  • L'esclusione di singole dichiarazioni ritenute inutilizzabili non determina automaticamente la caduta del fumus: il giudice può confermare il provvedimento se permangono altri elementi (es. false fatture, ingenti bonifici non giustificati, ruolo gestionale/contabile) che congiuntamente indicano la commissione del reato.
  • Elementi sopravvenuti (quali una successiva diversa qualificazione nei confronti degli indagati o l'avviso di conclusione delle indagini con nuova ricostruzione) non sono valutabili nel giudizio incidentale volto a sindacare un precedente provvedimento cautelare.
  • La misura del sequestro preventivo può essere determinata in relazione al profitto presunto del reato; la valutazione del quantum può portare a sequestri anche parziali fino alla concorrenza dell'illecito profitto riconosciuto.
  • Presentare un ricorso manifestamente infondato o inammissibile comporta il rischio di condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); è pertanto strategico valutare attentamente la gravità dei vizi di legge o della motivazione prima di proporre impugnazioni in Cassazione.

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