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Ordinanza

Ordinanza n. 384/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n.159 del 5 aprile 2022 emessa dal Tribunale di Trapani, sezione lavoro.

Giustizia amministrativa202400999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata completa esecuzione della sentenza del Tribunale di Trapani, sezione lavoro, e precedente provvedimento del TAR adottato in sede di ottemperanza

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il giudizio riguarda l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Trapani, sezione lavoro, n. 159 del 5 aprile 2022. Con precedente sentenza del TAR n. 1225 del 3 giugno 2025 era stato assegnato all’amministrazione un termine per l’integrale esecuzione del giudicato e, per l’ipotesi di inerzia, era stato nominato Commissario ad acta il Dirigente Generale del Dipartimento regionale della Funzione pubblica e del Personale, con facoltà di delega. Decorso inutilmente il termine, il Dirigente Generale aveva delegato un funzionario amministrativo, che si era insediato il 10 settembre 2025. Il Commissario aveva riferito dell’avvenuta esecuzione parziale relativamente alle spese legali del giudizio di primo grado, mentre risultava ancora in corso la procedura contabile per l’impegno e la liquidazione delle ulteriori spese di lite e della sorte capitale con accessori. Dopo i chiarimenti resi dal TAR con ordinanza n. 2493 del 14 novembre 2025, il Commissario ha chiesto una nuova proroga per attendere la conclusione della procedura di riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio, necessaria, secondo l’amministrazione, per procedere all’impegno, alla liquidazione e al pagamento delle somme residue.

La decisione

Il TAR ha accolto la richiesta del Commissario ad acta e ha assegnato un ulteriore termine di novanta giorni, decorrente dal 14 dicembre 2025, per la completa esecuzione dell’incarico e, quindi, del giudicato. La proroga è stata ritenuta giustificata dalla procedura amministrativo-contabile in corso per il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva. L’ordinanza non definisce ulteriormente le spettanze sostanziali e non dichiara concluso il giudizio di ottemperanza; si limita a prorogare il termine assegnato al Commissario e dispone la comunicazione alle parti e al Commissario stesso.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, lett. a), d.lgs. 118/2011

    trattandosi di debito derivante da sentenza esecutiva

    La disposizione è richiamata dall’amministrazione quale base della procedura per il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio necessario al pagamento delle somme residue dovute in esecuzione della sentenza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione non abbia completato l’esecuzione del giudicato entro il termine assegnato e sia già stato nominato un Commissario ad acta, il giudice può prorogare il termine dell’incarico in presenza di una concreta e documentata procedura amministrativo-contabile ancora in corso, finalizzata al pagamento delle somme dovute.
  • La proroga dell’incarico al Commissario ad acta può essere disposta per consentire il completamento degli adempimenti necessari all’esecuzione integrale del giudicato, senza che ciò comporti la definizione del giudizio di ottemperanza o l’accertamento dell’avvenuta esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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