Cassazione Penale, Sentenza n. 50406/2023 del 18/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Catania che aveva confermato la condanna per il reato previsto dall'art. 483 cod. pen. (falsità). Il ricorrente, tramite difensore, ha proposto due motivi: (1) contestazione della configurabilità del reato; (2) deduzione dell'esistenza della causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen.
La decisione
La Corte ha ritenuto che i motivi non fossero manifestamente infondati e ha rilevato che, non essendo stata riconosciuta la recidiva e non essendovi periodi di sospensione, il termine di prescrizione è maturato il 30 maggio 2023. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Si precisa che non è stata pronunciata una formula assolutoria piena sulla fondatezza dei motivi sostanziali, ma l'annullamento è stato disposto per estinzione del reato.
Norme richiamate
art. 483 cod. pen.
Norma incriminatrice applicata in primo e secondo grado per la condanna. Dalla sentenza di legittimità si evince che la questione di merito relativa all'applicazione di questa norma è stata impugnata, ma la decisione di annullamento è stata adottata per estinzione del reato per prescrizione e non per un giudizio definitivo sulla corretta applicazione della norma.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità invocata dal ricorrente; la Corte non si è pronunciata definitivamente sulla sua sussistenza poiché il procedimento si è concluso con l'estinzione del reato per prescrizione.
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte osserva che non sussistevano elementi tali da consentire una pronuncia ex art. 129(2) (ossia una diversa statuizione in sede di impugnazione), pertanto ha proceduto alla verifica della prescrizione e alla conseguente declaratoria di estinzione del reato.
normativa sulla prescrizione
La prescrizione è stata valutata tenendo conto dell'assenza della recidiva contestata e dell'assenza di periodi di sospensione; ne è conseguito che il termine si è estinto il 30 maggio 2023, comportando l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
Massime di principio
- Se in sede di impugnazione emergono motivi non manifestamente infondati, il giudice può procedere a verifiche che incidono sui termini di prescrizione; la prescrizione può estinguere il reato anche se la condanna è stata confermata in appello.
- L'assenza di riconoscimento della recidiva e di periodi di sospensione può determinare il decorso completo del termine prescrizionale: è fondamentale verificare sempre tali profili processuali per calcolare la prescrizione.
- L'invocazione di una causa di non punibilità (es. art. 131-bis) può essere rilevante, ma se interviene l'estinzione del reato per prescrizione il giudice può non pronunciarsi sul merito della causa di non punibilità.
- Quando il reato è estinto per prescrizione il giudice può annullare la sentenza senza rinvio: questo comporta la rimozione della condanna ma non una piena pronuncia di innocenza sostanziale.
- La mancata notifica di atti processuali (per es. avviso di udienza) può essere eccepita, ma se l'imputato è comunque venuto a conoscenza dell'udienza e la decisione è favorevole, l'assenza di notifica può non pregiudicare l'esito favorevole ottenuto.
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