Sentenza n. 736/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 161/2024, depositata e resa pubblica il 26.07.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario relativa al riconoscimento della carta docente per cinque annualità
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Ferrara n. 161/2024, passata in giudicato e riguardante il riconoscimento della carta docente per cinque annualità, deducendo la perdurante inerzia del Ministero nonostante la notificazione della sentenza ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. È stata inoltre richiesta la condanna dell'Amministrazione al pagamento di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114 c.p.a. Il Ministero non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inadempimento del Ministero rispetto all'obbligo di eseguire la sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della pronuncia. Ha riconosciuto la penalità di mora nella misura degli interessi legali sulla somma liquidata dal giudice ordinario, decorrenti dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza fino all'adempimento spontaneo, anche tardivo, oppure, in mancanza, fino all'esecuzione sostitutiva. In caso di ulteriore inerzia, ha previsto l'intervento, su istanza di parte, del commissario ad acta già nominato nel dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, con facoltà di subdelega, entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore del difensore.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Consente al giudice amministrativo di conoscere dell'azione di ottemperanza, ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento, nominare un commissario ad acta e disporre una penalità di mora.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando una sentenza passata in giudicato non sia stata eseguita dall'amministrazione obbligata, previa notificazione della pronuncia ai fini della decorrenza del termine dilatorio previsto per l'esecuzione.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire le statuizioni del giudicato entro un termine determinato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
- La penalità di mora può essere determinata nella misura degli interessi legali sulla somma dovuta, decorrenti dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza sino all'adempimento spontaneo, anche tardivo, oppure sino all'esecuzione sostitutiva del giudicato.
- In caso di ulteriore inadempimento, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva su istanza della parte entro un termine prestabilito.
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