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Sentenza

Sentenza del 16/03/2018 n. 1127 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Accertamento - Imposta di registro - Prevalenza della sostanza sulla forma - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'applicazione dell'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che l'Amministrazione non potesse riqualificare una serie di atti sulla base degli effetti economici complessivi dell'operazione, assimilando il collegamento negoziale a un diverso negozio giuridico. La questione è stata esaminata distinguendo l'art. 20 dall'abuso del diritto: l'art. 20 non serve a reprimere operazioni prive di valide ragioni economiche, ma impone di qualificare l'atto, o il collegamento tra più atti, secondo la loro natura intrinseca e gli effetti oggettivamente realizzati.

La decisione

La tesi della prevalenza della sostanza sulla forma è stata ritenuta applicabile. Ai fini dell'imposta di registro, gli atti devono essere valutati anche in collegamento tra loro quando, considerati unitariamente, producono oggettivamente gli effetti propri di un diverso negozio. Ad esempio, il conferimento di beni in una società seguito dalla cessione delle quote, se collegati, può essere riqualificato come una vendita, poiché realizza il trasferimento dei beni dietro pagamento di un corrispettivo. La decisione conferma quindi la possibilità di riqualificare l'operazione sulla base degli effetti oggettivi, senza che ciò implichi necessariamente l'accertamento di un abuso del diritto.

Norme richiamate

  • Art. 20 del d.P.R. n. 131/1986, Testo unico dell'imposta di registro

    Gli atti devono essere interpretati secondo la loro intrinseca natura e gli effetti giuridici, anche se non corrispondenti al titolo o alla forma apparente.

    La norma impone di determinare l'imposta in base alla sostanza giuridica e agli effetti oggettivamente prodotti dall'atto o dal collegamento negoziale, consentendo di considerare unitariamente più atti tra loro collegati.

  • Abuso del diritto

    L'abuso del diritto presuppone, tra l'altro, l'assenza di una valida sostanza o causa economica dell'operazione. Tale presupposto non è necessario per applicare l'art. 20, che opera autonomamente per qualificare correttamente gli effetti giuridici dell'operazione ai fini dell'imposta di registro.

  • Cassazione n. 3562/2017

    Il precedente è richiamato a conferma del principio secondo cui, ai fini dell'imposta di registro, il collegamento tra atti può essere valutato in base agli effetti complessivi oggettivamente realizzati.

Massime di principio

  • Ai fini dell'imposta di registro, la qualificazione dell'operazione può dipendere dagli effetti giuridici complessivi prodotti, non soltanto dai titoli formali attribuiti dalle parti ai singoli atti.
  • Più negozi formalmente distinti possono essere considerati unitariamente quando risultano collegati da una funzione economica e giuridica comune e realizzano oggettivamente gli effetti di un diverso contratto.
  • La riqualificazione ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 non richiede necessariamente la prova di un intento elusivo o dell'assenza di valide ragioni economiche.
  • La distinzione tra riqualificazione dell'atto e abuso del diritto è essenziale: la prima riguarda la corretta individuazione degli effetti giuridici dell'operazione, mentre il secondo riguarda l'uso distorto di strumenti giuridici per ottenere un vantaggio fiscale indebito.
  • Operazioni come il conferimento di beni seguito dalla cessione delle partecipazioni possono essere riqualificate come cessioni dirette dei beni quando, nel loro collegamento concreto, producono sostanzialmente tale risultato.

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