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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34438/2021 del 15/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale Lombardia n. 2198/14 che aveva ritenuto legittimo l'avviso di accertamento Ici n. 1237 relativo all'anno 2006. La ricorrente deduceva, tra l'altro: estensione del giudicato formato con riferimento all'annualità 2005 (sentenze CTR nn. 74-75/2009 e successive sentenze di legittimità dichiarative di inammissibilità dei ricorsi del Comune); inesistenza o errore di accatastamento della particella foglio 20 mappale n. 983 (14 m²); irregolarità nell'imputazione e nella valutazione di terreni (fg.20 nn. 305-317) già dichiarati dall'usufruttuaria dal 1993 e valutati a valore zero; pretesa di doppia imposizione per rimborsi parziali e relativi ad annualità diverse. In sostanza si contestava la fondatezza dell'accertamento per carenza del presupposto impositivo e per effetto del giudicato maturato sull'annualità precedente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per cassazione, ritenendo fondato il primo motivo relativo all'efficacia del giudicato favorevole già formatosi sulle sentenze relative all'annualità 2005. Ha affermato che il giudicato esterno prodotto su fatti e qualificazioni giuridiche di carattere durevole e comune a più annualità ha efficacia vincolante anche su annualità successive quando sussista identità e continuità dei presupposti fattuali. Considerata la coincidenza delle parti, del tributo (Ici), degli immobili e delle questioni di fatto e diritto, la Corte ha ritenuto che gli accertamenti del 2006 fossero preclusi dall'effetto del giudicato sul 2005. Cassata la sentenza impugnata della CTR e, non richiedendosi ulteriori accertamenti di fatto, la Cassazione ha deciso nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c.: ha accolto il ricorso originario della contribuente e ha annullato gli avvisi impugnati; le spese di lite sono compensate.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. civ.

    Riferita alla natura del giudicato (giudicato formale) e alla portata del giudicato esterno: la Corte valuta se il giudicato formato in altro procedimento osti al riesame della stessa questione in fatto e diritto.

  • art. 2909 cod. civ.

    Richiamato nella prospettazione del ricorrente in ordine agli effetti del giudicato (prescrizione/interesse?); la Corte però dà rilievo complessivo all'efficacia del giudicato sulle questioni di fatto e diritto durevoli.

  • d.lgs. 30 dicembre 1992 n. 504 (art. 1, art. 11, art. 5 comma 7)

    Le norme sul presupposto Ici sono richiamate a sostegno delle eccezioni sulla non imponibilità o sull'errore catastale; la Corte richiede però che le qualificazioni fattuali opponibili siano effettivamente identiche e durature tra le annualità.

  • art. 950 cod. civ.

    Richiamato nella prospettazione relativa alla prova dell'errore o dei diritti reali; la Corte sottolinea l'importanza della prova documentale opponibile all'ente impositore (es. atto notarile, denuncia di variazione catastale).

  • art. 6 del Regolamento ICI del Comune di Sondrio

    Invocato in relazione alle modalità di dichiarazione delle aree; la Corte osserva che la questione della corretta imputazione catastale e della modalità dichiarativa è subordinata alla valutazione della continuità del presupposto già decisa con giudicato.

  • art. 67 d.P.R. 600/1973

    Cita il principio in tema di tassazione e rimborsi (pretesa di doppia imposizione); la Corte non entra nel merito della doppia imposizione perché l'effetto del giudicato ha reso superfluo il riesame degli accertamenti.

  • art. 384 cod. proc. civ.

    Articolo utilizzato dalla Corte per decidere nel merito dopo la cassazione quando non sono necessari accertamenti di fatto: la Corte ha deciso accogliendo il ricorso originario senza rinvio.

Massime di principio

  • Il giudicato favorevole formato su una determinata annualità fiscale può vincolare anche annualità successive quando le questioni decise riguardino elementi di fatto o qualificazioni giuridiche durevoli e identiche tra le annualità (es. qualificazione catastale, esistenza del bene, natura permanente del presupposto impositivo).
  • Per opporre efficacemente al fisco il giudicato esterno è necessario che le parti, il tributo, gli immobili e le questioni dedotte siano sostanzialmente le stesse; il contribuente deve far valere l'eccezione di giudicato in sede di appello o del successivo giudizio.
  • Il semplice carattere 'rituale' di una decisione di legittimità (es. dichiarazione di inammissibilità del ricorso dell'ente) non esclude l'efficacia sostanziale del giudicato formato sulla decisione di merito sottostante, se questa aveva già deciso definitivamente la questione sostanziale.
  • Nel caso di presunto errore catastale, la prova documentale è rilevante: l'atto notarile di acquisto e la denuncia di variazione catastale opponibile all'ente sono elementi importanti; senza una denuncia di variazione può essere difficile vincere sull'inesistenza della particella salvo che il giudicato abbia già accertato la non imponibilità.
  • Se il giudice di merito omette di valutare l'eccezione di giudicato proposta, il vizio è idoneo a determinare cassazione con decisione nel merito ove non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.
  • Le contestazioni sulla doppia imposizione e sui rimborsi richiedono l'esame dei pagamenti e della loro portata; tuttavia, se un giudicato esterno annulla l'accertamento di base, le questioni accessorie possono diventare irrilevanti.

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