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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12000/2023 del 05/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa trasporti)

La controversia

La controversia nasce dal diniego implicito dell’amministrazione al rimborso dell’IRAP versata per più annualità da una società che svolgeva servizio di trasporto pubblico locale. La contribuente aveva chiesto il riconoscimento del beneficio del c.d. "cuneo fiscale" previsto dalla L. n. 296/2006, sostenendo che non ricorressero le condizioni ostative all’agevolazione. I giudici di merito avevano accolto la domanda, ritenendo che il rapporto con l’ente affidante non fosse una concessione traslativa, ma un rapporto regolato da contratti di servizio affidati con procedure ad evidenza pubblica, e che la tariffa non fosse remunerativa né idonea a coprire i costi. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione delle norme sull’agevolazione IRAP e sulla disciplina dei servizi di trasporto pubblico locale, sostenendo che il beneficio spetti solo alle imprese operanti in mercato libero e non alle public utilities che svolgono il servizio in regime concessorio con tariffa regolamentata; in particolare ha contestato l’inquadramento del rapporto come appalto e ha affermato che, anche a voler ritenere il rapporto concessorio, la sola presenza di una tariffa e di compensazioni pubbliche basterebbe a escludere il beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha richiamato la propria giurisprudenza secondo cui il beneficio IRAP non si applica alle imprese che operano in mercati protetti mediante concessione traslativa con tariffa remuneratoria, cioè una tariffa che tenga conto del costo fiscale IRAP e che consenta un equilibrio economico-finanziario, poiché altrimenti si determinerebbe una sovra-compensazione incompatibile con la ratio dell’agevolazione e con il diritto UE sugli aiuti di Stato. Tuttavia ha precisato che l’esclusione non opera quando la tariffa non è remunerativa e, a maggior ragione, quando il rapporto è qualificabile come appalto di servizi anziché concessione. Applicando tali principi al caso concreto, ha valorizzato l’accertamento della CTR secondo cui il rapporto era di natura privatistica e assimilabile a un contratto di servizio/appalto, non concessorio; inoltre ha ritenuto, come accertamento di merito insindacabile, che la tariffa non fosse remunerativa, essendo prevista solo come livello minimo di copertura e non tale da garantire il costo IRAP. Di conseguenza ha confermato il diritto della società al beneficio e ha posto le spese a carico dell’Agenzia soccombente. Ha inoltre escluso l’obbligo dell’amministrazione di versare l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4, d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446

    La norma sul c.d. cuneo fiscale va interpretata restrittivamente: l’esclusione dell’agevolazione opera solo per i corrispettivi tariffari che tengano conto specificamente del costo fiscale IRAP e che siano idonei a determinare una tariffa remuneratoria e automaticamente variabile al variare di tale costo.

  • d.lgs. 19 novembre 1997, n. 422, artt. 14 e ss.

    Richiamato per la disciplina dei servizi di trasporto locale e per il contesto organizzativo dell’affidamento del servizio.

  • l.r. Puglia 31 ottobre 2002, n. 18, artt. 17 e 55

    Richiamato per la disciplina regionale del servizio di trasporto locale e delle modalità di remunerazione/compensazione.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro di legittimità invocato per denunciare violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La Corte precisa che l’ulteriore contributo unificato non è dovuto dalle amministrazioni dello Stato soggette al regime di prenotazione a debito.

  • art. 1, comma 17, l. 24 dicembre 2012, n. 228

    Norma che ha introdotto l’obbligo dell’ulteriore contributo unificato, ma che non si applica all’amministrazione statale nel caso concreto.

  • art. 19, l.r. 31 ottobre 2002, n. 18

    Richiamato per evidenziare che gli eventuali costi non coperti dalle compensazioni restano a carico dell’impresa esercente.

Massime di principio

  • Il beneficio fiscale del c.d. cuneo fiscale non spetta automaticamente a tutte le imprese che operano nel settore dei servizi pubblici: l’esclusione opera solo se il corrispettivo è una tariffa remuneratoria, cioè tale da incorporare il costo IRAP e da evitare sovra-compensazioni.
  • Se il rapporto è qualificabile come appalto di servizi e non come concessione traslativa, viene meno il presupposto del mercato protetto che giustifica l’esclusione dell’agevolazione.
  • Ai fini dell’esclusione dal beneficio non è sufficiente la mera esistenza di un corrispettivo parametrato a tariffe o compensazioni pubbliche: occorre che la tariffa sia specificamente idonea a coprire l’IRAP e ad adeguarsi automaticamente alle variazioni del relativo costo.
  • L’accertamento di fatto sulla non remuneratività della tariffa, compiuto dal giudice di merito, è insindacabile in cassazione se adeguatamente motivato.
  • L’interpretazione della disciplina agevolativa deve essere coerente con la ratio di evitare indebite sovra-compensazioni e con la compatibilità dell’esclusione con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.

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