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Sentenza

Sentenza del 06/12/2017 n. 29190 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento relativo a reddito soggetto a tassazione separata, ritenendo elusiva, ai sensi dell'art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973, la donazione con cui G.G. aveva trasferito alla madre una quota del terreno ricevuto in precedenza dal padre. Secondo l'Amministrazione, la donazione costituiva un'interposizione fittizia finalizzata a superare una clausola testamentaria che impediva la vendita del bene per due generazioni e a consentire la successiva cessione del terreno alla società SNC Robur, evitando il pagamento dell'imposta dovuta. Il contribuente sosteneva invece che la donazione fosse reale e liberale, che il prezzo fosse stato effettivamente incassato dalla madre e che il valore attribuito al terreno fosse eccessivo.

La decisione

La Commissione tributaria provinciale aveva annullato integralmente l'accertamento. La Commissione tributaria regionale aveva invece accolto solo la censura relativa alla carente motivazione dell'aumento del valore del terreno, confermando la natura simulata ed elusiva della donazione. La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso di G.G., ritenendo corretta la decisione regionale: la stessa ammissione del contribuente, secondo cui la donazione serviva a superare il vincolo testamentario e permettere la vendita del terreno, dimostrava la funzione strumentale dell'operazione. L'incasso del prezzo da parte della madre non provava né l'effettiva liberalità né la destinazione finale delle somme. È stata quindi confermata la natura di interposizione fittizia e l'intento elusivo. Non sono state liquidate spese di legittimità perché l'Agenzia delle Entrate non si era costituita.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis

    norma con finalità antielusiva

    La disposizione consente di disconoscere i vantaggi fiscali derivanti da operazioni prive di valide ragioni economiche, quando poste in essere per aggirare obblighi o divieti tributari. Nel caso concreto, la donazione è stata considerata un'interposizione fittizia finalizzata a eludere l'imposizione sulla successiva vendita del terreno.

Massime di principio

  • Un atto formalmente gratuito, come una donazione, può essere considerato simulato o elusivo se dagli elementi concreti emerge che è stato utilizzato come passaggio strumentale per realizzare una successiva operazione economica e ottenere un vantaggio fiscale.
  • L'ammissione del contribuente secondo cui l'operazione era necessaria per superare un vincolo alla vendita può costituire un elemento decisivo per dimostrare la funzione meramente strumentale dell'atto.
  • Il fatto che il prezzo della successiva vendita sia stato incassato dal soggetto formalmente titolare del bene non dimostra, da solo, né la reale liberalità della donazione né l'assenza di interposizione fittizia.
  • Per difendere un'operazione familiare da contestazioni antielusive occorre dimostrare valide ragioni extrafiscali e una concreta autonomia economica e patrimoniale dell'atto, non limitandosi alla sua forma giuridica.
  • La valutazione dell'elusività dipende dal collegamento complessivo tra gli atti, dalla loro sequenza e dalla funzione effettivamente perseguita, anziché dal singolo atto isolatamente considerato.

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