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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17202/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) censura di omessa motivazione della Corte d'appello sulla mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche rispetto alle aggravanti contestate (richiesta di giudizio di prevalenza); 2) contestazione della qualificazione dell'aggravante di cui all'art. 61, n.5 cod. pen. (minorata difesa) sostenendo che il fatto che l'evento sia avvenuto in orario notturno e lo stato di dormiveglia della persona offesa non siano di per sé idonei a integrare l'aggravante

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: (i) il primo motivo fosse infondato sul piano dell'ammissibilità perché la Corte d'appello aveva effettivamente valutato e motivato il giudizio di equivalenza tra aggravanti e attenuanti nella parte relativa alla rideterminazione della pena dopo la riqualificazione in tentato furto; (ii) il secondo motivo fosse inammissibile per aspecificità e mancato confronto con le ragioni di fatto e di diritto adottate dalla Corte d'appello. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Si dà atto inoltre che la sentenza di merito (Corte d'appello di Palermo del 03/05/2021, che aveva parzialmente riformato la sentenza del Tribunale del 05/12/2019) aveva condannato l'imputato a mesi dieci di reclusione e euro 200,00 di multa per tentato furto aggravato in concorso.

Norme richiamate

  • art.61, n.5, cod. pen.

    La Corte ha ritenuto integrata l'aggravante della minorata difesa sulla base di una valutazione concreta degli elementi (orario notturno e stato di ridotta capacità di reazione della persona offesa e di chi l'accompagnava), conformandosi ai principi di legittimità giurisprudenziale che richiedono una situazione di vulnerabilità effettiva del soggetto passivo

  • art.625, n.6, cod. pen.

    Norma richiamata nella riqualificazione del fatto come tentato furto aggravato

  • art.606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme invocate quali criteri di censura per motivazione, corretto riferimento alla legge penale e logica motivazionale; il Collegio ha ritenuto il secondo motivo inammissibile per aspecificità e mancato efficace confronto con le argomentazioni di merito

  • art.606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamata nella contestazione della motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse sufficientemente logica e coerente

  • art.581, cod. proc. pen.

    Richiesto l'onere per il ricorrente di illustrare ragioni di diritto e elementi di fatto a sostegno dei motivi; la mancata ottemperanza a tale onere porta all'inammissibilità per aspecificità

  • art.24, comma 2; art.101, commi 1 e 2; art.111, commi 6 e 7, Cost.

    Principi costituzionali richiamati dal ricorrente in tema di diritto di difesa e ragionevole durata del processo; il Collegio non ha ritenuto sussistente la violazione denunciata

  • art.125, comma 31; art.545, cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate nel primo motivo in relazione ai limiti del sindacato e alla motivazione; la Corte ha ritenuto che la doglianza fosse stata comunque affrontata in sede di appello

  • art.85, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Norma transitoria sulla sopravvenuta procedibilità a querela: la Corte ha ritenuto la disciplina non applicabile a causa dell'inammissibilità del ricorso, conformemente al principio espresso da giurisprudenza di legittimità

  • Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n.186

    Citata in relazione al criterio per l'applicazione della condanna alla Cassa delle ammende; il Collegio ha ritenuto che non sussistesse colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità e ha tuttavia disposto il pagamento di una somma valutata equa

  • Sez.un., 21/6/2018, Salatino, Rv. 273551-01

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso esclude l'applicazione della disciplina transitoria di cui al d.lgs. 150/2022

  • Sez.un., 15/7/2021, n.40275, Cardellini

    Giurisprudenza richiamata sul contenuto dell'aggravante di minorata difesa: per integrarla occorre valutare concretamente se le circostanze di tempo, luogo o persona abbiano creato una situazione di vulnerabilità del soggetto passivo; la Corte d'appello ha applicato questo criterio

Massime di principio

  • Per censurare la motivazione di merito in Cassazione è necessario indicare in modo specifico le parti della motivazione ritenute carenti e spiegare in che modo ciò abbia inciso sul giudizio: doglianze generiche o aspecifiche sono dichiarate inammissibili
  • L'aggravante della minorata difesa (art.61, n.5) richiede una valutazione concreta delle circostanze di tempo, luogo o persona: orario notturno o stato di dormiveglia possono concorrere all'integrazione dell'aggravante solo se traducibili in una reale situazione di vulnerabilità del soggetto passivo
  • Se il giudice di merito ha già effettuato un bilanciamento tra aggravanti e attenuanti e lo ha motivato, la Cassazione non annullerà per mera affermazione di omessa motivazione: bisogna dimostrare che la motivazione è effettivamente mancante, contraddittoria o illogica
  • Il mancato rispetto dell'onere di confronto previsto dall'art.581 cod. proc. pen. (illustrare ragioni di diritto e elementi di fatto a sostegno del motivo) determina l'inammissibilità del motivo
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile il giudice di legittimità può condannare il ricorrente alle spese e, in presenza dei presupposti, anche al pagamento in favore della Cassa delle ammende; l'entità può essere mitigata se non si riscontra colpa grave nella proposizione del ricorso
  • Le modifiche normative intervenute (es. disciplina transitoria) possono non trovare applicazione se il ricorso è inammissibile per vizi formali o di merito

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