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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28606/2026 del 28/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Tribunale di Bologna per la violazione della disciplina sulle misure di prevenzione personale, in relazione al mancato rispetto di un foglio di via obbligatorio emesso dal Questore ai sensi del d.lgs. n. 159 del 2011. La Corte d'appello di Bologna aveva dichiarato inammissibile l'appello, ritenendo aspecifico il motivo con cui si contestava la validità dell'ordine questorile. Nel ricorso per cassazione si deducevano erronea applicazione degli artt. 581 e 591, comma 1, lett. c), c.p.p. e vizio di motivazione, sostenendo che l'appello era specifico perché contestava il presupposto della misura: il provvedimento sarebbe stato illegittimo poiché il destinatario non aveva una residenza effettiva nel comune indicato dall'autorità, ma era stabilmente presente a Bologna come persona senza fissa dimora e ospite di terzi o di strutture di accoglienza. Si sosteneva quindi che, mancando un effettivo luogo di residenza o dimora, il foglio di via era nullo e non poteva costituire il presupposto del reato contestato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che, nel giudizio di appello, il requisito della specificità va valutato alla luce dell'art. 581 c.p.p., come modificato dal d.lgs. n. 150 del 2022, richiedendosi una critica puntuale e esplicita alle ragioni della decisione impugnata. Nel caso concreto, la doglianza proposta in appello non era generica, perché contestava proprio l'accertamento della residenza effettiva del destinatario del foglio di via, elemento presupposto della validità del provvedimento. La Corte ha inoltre ricordato che il giudice penale deve verificare la legittimità del provvedimento amministrativo presupposto e, se manca una condizione essenziale, deve disapplicarlo, con caduta del fondamento del reato. Ha quindi annullato l'ordinanza della Corte d'appello di Bologna con rinvio alla medesima Corte per nuovo giudizio di secondo grado.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p.

    La specificità dei motivi di appello richiede, per ogni richiesta, la puntuale ed esplicita enunciazione dei rilievi critici in rapporto alle ragioni di fatto o di diritto della decisione impugnata; è codificata la specificità estrinseca dei motivi.

  • art. 591 c.p.p.

    L'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità presuppone una reale aspecificità, non potendo essere dichiarata quando il motivo contesta specificamente la ratio decidendi del primo giudice.

  • art. 2 d.lgs. n. 159 del 2011

    Il foglio di via obbligatorio presuppone un effettivo luogo di residenza o dimora del destinatario e serve a consentire il controllo di pubblica sicurezza nel luogo in cui la persona può essere rintracciata e controllata.

  • art. 76, comma 3, d.lgs. n. 159 del 2011

    La violazione del foglio di via obbligatorio costituisce il reato contestato; se il provvedimento presupposto è illegittimo o nullo, viene meno il presupposto del reato.

  • art. 21-octies l. n. 241 del 1990

    La legittimità del provvedimento amministrativo presupposto va verificata alla luce dei parametri dell'incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere.

  • art. 16 Cost.

    La disciplina del foglio di via incide sulla libertà di circolazione e soggiorno, imponendo un controllo rigoroso sui presupposti legali della misura.

  • art. 33, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha introdotto la nuova formulazione dell'art. 581 c.p.p. in tema di specificità dei motivi di appello, applicabile al caso in ragione della data di entrata in vigore.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello, l'inammissibilità per difetto di specificità sussiste solo quando il motivo non consente di individuare con precisione il capo o il punto della decisione censurato e le ragioni di fatto o di diritto della critica; non è sufficiente che il motivo sia sintetico o che riproponga questioni già dedotte, se esso è comunque chiaramente riferibile alla ratio decidendi.
  • La riproposizione in appello di una questione già esaminata in primo grado non integra di per sé aspecificità, purché l'impugnazione sviluppi argomentazioni connesse alle ragioni poste a base della sentenza impugnata.
  • La valutazione di inammissibilità dell'appello non può trasformarsi in un giudizio anticipato di manifesta infondatezza del motivo: la verifica riguarda la specificità, non il merito della censura.
  • Quando il reato presuppone la violazione di un provvedimento amministrativo, il giudice penale deve controllarne la legittimità e, se accerta la mancanza di una condizione essenziale o la nullità dell'atto, deve disapplicarlo, perché viene meno il presupposto della punibilità.
  • Per il foglio di via obbligatorio, la residenza o dimora effettiva del destinatario è un elemento strutturale della misura: l'atto non può essere costruito come mero allontanamento da un luogo senza individuare un effettivo luogo di rientro e di controllo.
  • La misura del foglio di via ha finalità preventive e non punitive; la sua funzione è consentire il controllo della persona nel luogo di residenza o dimora, non semplicemente espellerla da un territorio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure di prevenzione
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiNullità processualeOnere della prova

Testo integrale

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