Cassazione Penale, Sentenza n. 46776/2024 del 19/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione basata su violazione di legge e vizio di motivazione per mancata ammissione delle prove testimoniali richieste dalle parti; la difesa ha sostenuto che il giudice si è pronunciato senza consentire il contraddittorio rispetto alle testimonianze e si è fondato esclusivamente sul verbale di identificazione contenuto nel fascicolo del dibattimento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto la doglianza generica e infondata: dal fascicolo risulta che PM e difesa avevano richiesto testi e si erano riservati di produrre documenti, ma il Giudice di Pace ha escluso le prove per superfluità e si è basato sull'atto irripetibile del verbale di identificazione che attestava la presenza dello straniero in Italia privo di titolo di soggiorno. La difesa non ha eccepito in tempo ai sensi dell'art. 491 c.p.p. né ha dimostrato la rilevanza specifica delle prove non ammesse; inoltre la documentazione (es. domanda di emersione) poteva essere prodotta ai sensi dell'art. 234 c.p.p. La Corte ha quindi ritenuto legittima la decisione di non ammettere le prove testimoniali e ha condannato il ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 10-bis, d.lgs. 286/1998
art. 10-bis d.lgs. 286 del 1998
Norma sostanziale riaffermata come titolo di reato: la condanna per la violazione relativa al soggiorno irregolare è fondata sugli elementi probatori ritenuti dal giudice, in particolare sull'atto di identificazione.
art. 29, comma 7, d.l. 274/2000
art. 29, comma 7, d.l. 274 del 2000
Richiamato dalla difesa in motivazione; la Corte non ha ritenuto che tale norma impedisse al giudice di non ammettere prove ritenute superflue nel caso concreto.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al diritto al giusto processo e al contraddittorio; la Corte ha ritenuto che il diritto di difesa non sia stato leso perché la difesa non ha specificato la rilevanza delle prove non ammesse e non ha eccepito l'utilizzabilità dell'atto irripetibile nei termini previsti.
art. 192, commi 1-3, c.p.p.
art. 192, commi 1, 2 e 3, c.p.p.
Norme sul valore e sull'apprezzamento della prova; la Corte ha valutato la congruità della decisione del giudice di pace circa l'apprezzamento del verbale di identificazione quale prova decisiva.
art. 546, comma 1, c.p.p.
art. 546, comma 1, c.p.p.
Norma sulla cognizione della Corte di cassazione: la Corte ha esaminato atti e provvedimento per risolvere le questioni processuali dedotte, ritenendo infondata la censura sulla mancata ammissione delle prove.
art. 491, c.p.p.
Richiamata indirettamente: la mancata tempestiva eccezione della difesa sull'utilizzabilità dell'atto irripetibile ha reso legittimo l'uso del verbale di identificazione a fondamento della decisione.
art. 234, c.p.p.
Norma sulla produzione di documenti: la Corte ha rilevato che la documentazione (es. domanda di emersione) doveva essere prodotta con le modalità previste, e la mera riserva non giustifica la non ammissione delle prove testimoniali.
Massime di principio
- Il giudice può escludere prove testimoniali ritenute superflue se dal materiale probatorio già acquisito risultano fatti decisivi; l'esclusione non è sempre sindacabile in cassazione se motivata.
- L'atto irripetibile (es. verbale di identificazione) contenuto nel fascicolo è utilizzabile se non viene tempestivamente contestata la sua utilizzabilità nei termini di legge (art. 491 c.p.p.).
- La parte che lamenta la mancata ammissione di prove deve indicare con specificità quali prove non sono state ammesse e dimostrare la loro rilevanza ai fini della decisione; il censimento generico è inidoneo a far accogliere il ricorso.
- Documenti rilevanti vanno prodotti con le forme previste (es. art. 234 c.p.p.); la mera riserva di produzione non sostituisce l'effettiva produzione e non giustifica l'ammissibilità delle prove testimoniali se irrilevanti.
- In Corte di cassazione la verifica è limitata all'esame del rispetto delle norme processuali e della logica della motivazione: se la decisione è coerente con gli elementi probatori disponibili e la difesa non dimostra il pregiudizio, il ricorso è destinato a essere rigettato.
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