Cassazione Penale, Sentenza n. 15143/2024 del 12/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo di euro 192.706,10 ritenuti profitto di truffa aggravata (artt. 81, 110, 640 comma 2 n. 1 c.p.). Il ricorso contestava violazione di legge e carenza di motivazione, riferendosi all'art. 309 co. 9 c.p.p. per nullità del decreto per mancanza di articolazione dell'imputazione preliminare e per insufficiente motivazione circa la natura degli artifici e il consapevole concorso del legale rappresentante
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e aspecificità. Ha ritenuto che, nelle misure cautelari reali, non sia necessaria la completa formulazione di un capo di imputazione nella fase delle indagini preliminari, ma solo l'esplicitazione degli elementi significativi che dimostrino l'esistenza del reato. Ha considerato adeguata la motivazione del Tribunale del riesame che aveva indicato mandati di pagamento precisi intestati al ricorrente, l'assenza di documentazione giustificativa attestata dai nuovi dirigenti ASL e il coinvolgimento dei soggetti che avrebbero emesso ed eseguito i mandati in altre analoghe vicende delittuose. Ha inoltre ritenuto irrilevante l'argomento difensivo del mero pagamento indebito non confrontato con gli elementi emersi. Conseguentemente ha respinto il ricorso e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 81 c.p.
Norma relativa alla continuazione o ai reati in concorso menzionata come riferimento al reato contestato; la Corte non entra nel merito della qualificazione penale definitiva, ma la considera quale cornice normativa del sequestro preventivo disposto come profitto del reato.
art. 110 c.p.
Richiamato quale norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ritiene che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato l'ipotesi di concorso del rappresentante sociale sulla base degli elementi probatori emergenti.
art. 640 comma 2 n. 1 c.p.
Norma che configura la truffa ai danni dello Stato (aggravata); la Corte accetta che il sequestro possa essere disposto quale profitto di tale reato laddove vi siano elementi concreti idonei a far ritenere sussistente il fatto.
art. 309 comma 9 c.p.p.
Richiamato dal ricorrente per contestare la nullità del decreto; la Corte chiarisce che nelle indagini preliminari non è necessaria la completa articolazione di un capo di imputazione come nella fase del giudizio, e pertanto la mancanza di tale articolazione non comporta automaticamente la nullità del sequestro preventivo.
art. 273 c.p.p.
Citato rispetto al parametro degli indizi gravi per le misure personali; la Corte distingue che per le misure reali non è richiesto un compendio indiziario con la stessa intensità dell'art. 273, ma rimane necessaria la verifica puntuale e concreta degli elementi da cui desumere l'esistenza del reato.
art. 591 comma 1 lett. c) c.p.p.
Norma che disciplina l'inammissibilità del ricorso per aspecificità; la Corte l'ha applicata per dichiarare il ricorso inammissibile quando la censura non si confronta con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato.
art. 616 c.p.p.
Norma che prevede la condanna per ricorsi infondati o manifestamente inammissibili; la Corte ha disposto il pagamento di una somma alla cassa delle ammende valutando profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge: vanno indicate censure specifiche e confrontate con le ragioni della decisione impugnata, altrimenti il ricorso è inammissibile per aspecificità.
- Per i sequestri preventivi/non personali non è necessaria la completa formulazione di un capo di imputazione tipica della fase del giudizio: è sufficiente l'esposizione e la valutazione di elementi concreti che rendano comprensibile e plausibile l'esistenza del reato.
- Il tribunale del riesame deve motivare indicando elementi concreti e la loro connessione con l'impostazione accusatoria; la motivazione non deve raggiungere il livello di prova, ma deve essere sufficientemente puntuale, coerente e comprensibile.
- La valutazione delle misure reali può tener conto del quadro complessivo delle indagini e di vicende analoghe emergenti nel corso dell'accertamento, purché il collegamento sia spiegato e fondato su elementi concreti.
- Obiezioni difensive generiche che non confrontano documenti o fatti specifici posti a fondamento del sequestro sono deboli: la produzione probatoria deve riguardare direttamente gli atti contestati (es. singoli mandati di pagamento).
- La qualificazione dei fatti come mero pagamento indebito di natura civilistica può essere contrastata da elementi che fanno emergere artifici, raggiri o la mancanza di documentazione giustificativa; la distinzione va valutata caso per caso sulla base degli elementi concreti.
- La proposizione di un ricorso manifestamente aspecifico o infondato può comportare condanne alle spese e sanzioni (cassa delle ammende) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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