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Sentenza

Sentenza del 02/08/2018 n. 1291 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Aliquote previste per finanziamenti a medio/lungo termine

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato l'applicazione dell'imposta sostitutiva del 2% sulla propria metà di un mutuo di euro 237.600, sostenendo che il finanziamento era stato stipulato, in concreto, per consentire al coniuge di acquistare l'immobile con i benefici prima casa. Sebbene ella non fosse acquirente dell'immobile e non possedesse quindi personalmente i requisiti agevolativi, la sua partecipazione al mutuo aveva una funzione sostanzialmente di garanzia. Ha inoltre contestato l'insufficiente motivazione dell'avviso e, in subordine, chiesto la riduzione dell'imposta.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello e riformato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto applicabile l'aliquota agevolata dello 0,25%, poiché la contribuente, pur non essendo proprietaria dell'immobile, aveva partecipato al mutuo principalmente quale garante del coniuge acquirente. Le dichiarazioni contenute nell'atto, secondo cui il mutuo sarebbe stato utilizzato per l'acquisto dell'abitazione principale, non erano incompatibili con tale funzione di garanzia. L'Ufficio è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 per il primo grado ed euro 1.300,00 per il grado d'appello, oltre oneri di legge.

Norme richiamate

  • Disciplina dell'imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine

    Aliquota dello 0,25% per i finanziamenti destinati all'acquisto della prima casa e per gli altri tipi di finanziamento; aliquota del 2% per i finanziamenti destinati all'acquisto di immobili privi dei requisiti prima casa.

    La distinzione tra aliquota dello 0,25% e aliquota del 2% dipende dalla finalità sostanziale del finanziamento. La mancata titolarità dell'immobile da parte di uno dei mutuatari non comporta automaticamente l'applicazione dell'aliquota ordinaria del 2%, quando risulti che tale soggetto è intervenuto principalmente quale garante del coniuge acquirente.

Massime di principio

  • Per determinare l'aliquota dell'imposta sostitutiva occorre considerare la finalità concreta del mutuo e non soltanto la posizione formale dei singoli cointestatari.
  • La partecipazione al mutuo di un soggetto che non acquista l'immobile può essere compatibile con l'aliquota dello 0,25% se il suo ruolo è sostanzialmente quello di garante o coobbligato del familiare acquirente.
  • L'Amministrazione finanziaria non può applicare automaticamente l'aliquota del 2% solo perché uno dei mutuatari non possiede i requisiti personali per la prima casa; deve verificare se il finanziamento, per quella parte, abbia una diversa finalità.
  • È importante che dall'atto di mutuo risultino, anche indirettamente, la destinazione del finanziamento e il ruolo effettivo dei cointestatari. Tuttavia, in assenza di una specifica norma che imponga una dichiarazione formalmente distinta, la finalità può essere provata anche mediante il complessivo contenuto dell'atto e le circostanze concrete.
  • Un avviso di liquidazione deve indicare adeguatamente le ragioni dell'applicazione dell'aliquota maggiore; non è sufficiente richiamare genericamente la mancanza dei requisiti prima casa senza spiegare perché l'intero finanziamento debba essere qualificato come destinato all'acquisto di un immobile non agevolabile.

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