Sentenza n. 11012/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio che aveva annullato la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. chiedendo l’esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 12661/2023, con la quale era stato annullato il decreto del Questore di Roma del 30 novembre 2018, recante la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Dalla sentenza della cui esecuzione era stata chiesta l’ottemperanza risultava che il ricorrente sosteneva, in ogni caso, il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno ordinario a seguito della revoca del titolo di lungo periodo. Nelle more del giudizio di ottemperanza, il 12 settembre 2025, l’amministrazione ha rilasciato al ricorrente un nuovo permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il rilascio del nuovo permesso di soggiorno per lavoro subordinato ha infatti realizzato il risultato sostanziale richiesto dal ricorrente, ossia il rilascio di un titolo di soggiorno ordinario, facendo venir meno l’interesse concreto e attuale alla definizione del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state compensate per ragioni ritenute giustificate. La sentenza dispone comunque la propria esecuzione da parte dell’autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale del giudizio di ottemperanza, dichiarato improcedibile perché, nelle more, l’amministrazione ha rilasciato il titolo di soggiorno richiesto, facendo venir meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il rilascio da parte dell’amministrazione di un titolo o provvedimento che realizzi il risultato sostanziale perseguito dal ricorrente determina la sopravvenuta carenza di interesse e rende improcedibile il ricorso.
- L’interesse alla definizione del giudizio di ottemperanza deve essere concreto e attuale al momento della decisione; esso viene meno quando, nelle more del processo, l’amministrazione soddisfa la pretesa sostanziale dedotta in giudizio.
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