Cassazione Penale, Sentenza n. 46121/2022 del 06/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso contro la sentenza del GIP di Napoli Nord che, su richiesta delle parti, ha applicato a SEPE la pena sospesa per il reato di cui all'art. 589‑bis comma 1 c.p., con attenuante del comma 7 e generiche, e la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente (fatto del 25/08/2020). La difesa ha proposto tre motivi: (1) questione di legittimità costituzionale dell'art. 222 comma 3‑bis del codice della strada nella parte che vieta di conseguire nuova patente prima di 15 anni dalla revoca, per violazione degli artt. 3, 27, 35 e 41 Cost., sostenendo l'irragionevolezza e la severità automatica della misura; (2) vizio ex art. 606 lett. a) c.p.p., per aver il giudice esercitato una potestà spettante al prefetto applicando la misura prevista dall'art. 222 comma 3‑bis; (3) carenza di motivazione circa l'applicazione dell'inibizione quinquennale/quinquennale (in questo caso 15 anni) al conseguimento di nuova patente, specie alla luce del concorso di colpa della vittima.
La decisione
La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale e ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il GIP avesse correttamente disposto la revoca della patente in sede di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) ai sensi dell'art. 222, comma 2, d.lgs. 285/2000; la menzione, in motivazione, del comma 3‑bis (periodo di inibizione per il conseguimento di una nuova patente) è risultata inutiliter data e non costituiva esercizio di poteri del prefetto da parte del giudice. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza costituzionale e di legittimità (tra cui sent. Corte cost. n. 88/2019) che ha distinto la revoca (sanzione amministrativa accessoria disposta dal giudice) dall'inibizione al conseguimento di nuova patente (provvedimento e durata di competenza del prefetto), nonché ha osservato che la disciplina legislativa modula l'inibizione in funzione della gravità della condotta e di circostanze aggravanti/recidive. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 589‑bis cod. pen.
comma 1 (omicidio stradale)
Norma penalistica che punisce l'omicidio stradale; qui applicata al fatto contestato e rilevante per l'obbligo di irrogare la revoca della patente in determinate ipotesi
art. 222 d.lgs. 285/2000 (Codice della strada)
comma 2 e comma 3‑bis (revoca della patente e divieto di conseguire nuova patente per 15 anni)
Il comma 2 prevede che, in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta per i reati di cui agli artt. 589‑bis e 590‑bis, consegue la revoca della patente; il comma 3‑bis stabilisce che, in tali ipotesi, l'interessato non può conseguire nuova patente prima di 15 anni, ma il periodo di inibizione è determinato e notificato con provvedimento del prefetto, distinto dalla revoca stessa
art. 444 c.p.p.
applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento)
Norma procedurale che consente l'accordo tra parti per l'applicazione della pena; tuttavia le sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge non rientrano nella disponibilità delle parti e il giudice deve applicare quelle previste dalla norma
Sentenza Corte Costituzionale n. 88/2019
La Corte costituzionale ha dichiarato fondata una questione relativa all'art. 222 comma 2 nella parte in cui non consentiva al giudice di scegliere la sospensione in alternativa alla revoca in talune ipotesi; ha però confermato che per fattispecie come quella in esame la revoca resta obbligatoria quando ricorrono specifiche circostanze aggravanti
Massime di principio
- Distinguere sempre tra revoca della patente (sanzione amministrativa accessoria applicata dal giudice quando la legge la impone) e inibizione al conseguimento di nuova patente (durata e provvedimento di competenza del prefetto). Il giudice, nel patteggiamento, non può sostituirsi al prefetto nel determinare i periodi di inibizione.
- Nei casi di patteggiamento per reati come l'omicidio stradale, se la legge prevede la revoca obbligatoria la menzione del successivo divieto di conseguire nuova patente è spesso 'inutiliter data' in motivazione; eventuali contestazioni circa la durata dell'inibizione vanno dirette contro il provvedimento prefettizio e non alla sentenza che ha disposto la revoca ex lege.
- Le questioni di legittimità costituzionale contro meccanismi sanzionatori automatici (es. divieto di conseguire nuova patente per 15 anni) sono difficili da sostenere se la Corte costituzionale o la giurisprudenza hanno già rilevato che la disciplina è modulata in funzione della gravità del fatto e delle circostanze previste dalla legge.
- Se si intende contestare la sproporzione di una misura accessoria in un caso concreto, è strategico dimostrare che la fattispecie non rientra nelle circostanze che legittimano la misura più afflittiva ovvero impugnare il provvedimento amministrativo prefettizio che determina l'inibizione temporale.
- In sede di impugnazione è utile richiamare la giurisprudenza della Cassazione e della Corte costituzionale che distingue chiaramente i poteri del giudice penale e dell'autorità amministrativa (prefetto) circa la revoca e la successiva inibizione al conseguimento della patente.
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