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Sentenza

Sentenza n. 460/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

Giustizia amministrativa202303262

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Puglia n. 51/2023, che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’intera particella interessata da manufatti abusivi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario aveva impugnato in appello la sentenza del TAR che aveva ritenuto legittima l’acquisizione gratuita disposta dal Comune ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, dopo l’inottemperanza all’ordine di demolizione. Con il primo motivo ha dedotto violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell’art. 44 l. 47/1985, applicabile anche al condono ex l. 326/2003, sostenendo che la pendenza dell’istanza di condono rendesse nulla o inefficace l’originaria ordinanza di demolizione del 2012 e imponesse al Comune, dopo il rigetto del condono, l’adozione di una nuova ordinanza di demolizione prima dell’acquisizione. Ha inoltre dedotto difetto di istruttoria, difetto dei presupposti e falsa rappresentazione dei fatti. Con il secondo motivo ha lamentato violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell’art. 3 l. 241/1990, nonché difetto di istruttoria e motivazione, sostenendo che l’acquisizione non potesse riguardare l’intera particella, ma soltanto l’area di sedime e quella strettamente necessaria alla realizzazione di opere analoghe, e che il Comune non avesse adeguatamente motivato l’estensione dell’area acquisita.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che la pendenza dell’istanza di condono non impedisse in assoluto l’adozione dell’ordinanza di demolizione, ma ne sospendesse la piena efficacia fino alla definizione del condono. Il Comune, prima di procedere all’acquisizione, aveva rigettato l’istanza di condono, comunicando che l’ordinanza di demolizione avrebbe riacquistato efficacia e assegnando un nuovo termine di novanta giorni per la rimessione in pristino. Il termine era decorso inutilmente e il rigetto del condono, non impugnato, aveva prodotto un effetto sostanzialmente novativo rispetto all’ordine di demolizione. Non era quindi necessaria una nuova ordinanza demolitoria, essendo tale adempimento meramente formalistico e privo di concreta utilità sostanziale o procedimentale. Il Collegio ha richiamato il principio secondo cui l’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 si produce automaticamente per effetto dell’inottemperanza protratta oltre novanta giorni; il successivo atto amministrativo è dovuto e serve a individuare l’oggetto dell’acquisizione e a consentirne la trascrizione. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha ritenuto legittima l’acquisizione dell’intera particella, poiché il Comune aveva individuato puntualmente l’area, rispettato il limite massimo legale di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita e plausibilmente correlato l’estensione acquisita alla consistenza degli abusi, che occupavano circa 5.000 mq. Le spese sono state poste a carico dell’appellante e liquidate in euro 3.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.

    L’acquisizione gratuita consegue automaticamente all’inottemperanza protratta per novanta giorni; l’atto amministrativo di acquisizione è dovuto e deve individuare e perimetrare l’area acquisita entro i limiti dimensionali di legge.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune.

    La norma consente l’acquisizione del bene, dell’area di sedime e dell’area necessaria alla realizzazione di opere analoghe, nel rispetto del limite massimo previsto dalla legge.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    Il provvedimento acquisitivo deve rispettare i limiti dimensionali stabiliti dalla disciplina dell’art. 31.

  • art. 44 l. 47/1985

    La pendenza del procedimento di condono sospende l’efficacia dei procedimenti repressivi connessi agli abusi, senza impedire in assoluto l’adozione dell’ordinanza di demolizione; una volta definito negativamente il condono e assegnato un nuovo termine per adempiere, l’ordinanza può esplicare i propri effetti.

  • art. 32 l. 326/2003

    La disposizione rende applicabili ai condoni previsti dal d.l. 269/2003 le disposizioni richiamate dei capi IV e V della l. 47/1985.

  • art. 3 l. 241/1990

    È stato invocato dall’appellante in relazione al difetto di motivazione, ma il giudice ha ritenuto adeguatamente individuata e plausibilmente giustificata l’estensione dell’area acquisita.

Massime di principio

  • La pendenza di un’istanza di condono edilizio non impedisce in assoluto l’adozione di un’ordinanza di demolizione relativa agli abusi oggetto dell’istanza, ma ne sospende la piena efficacia fino alla definizione del procedimento di condono.
  • Quando il condono viene rigettato e l’amministrazione assegna all’interessato un nuovo termine di novanta giorni per eseguire la demolizione, l’inottemperanza consente l’acquisizione gratuita senza necessità di una nuova ordinanza demolitoria, se l’ordine originario è stato espressamente riattivato e la rinnovazione non aggiungerebbe alcuna garanzia sostanziale o procedimentale.
  • L’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 si produce automaticamente allo scadere infruttuoso del termine di novanta giorni dall’ordine di demolizione; il successivo provvedimento amministrativo ha natura dovuta e serve a individuare, quantificare e perimetrare l’area acquisita, anche ai fini della trascrizione nei registri immobiliari.
  • L’acquisizione può comprendere, oltre al manufatto abusivo e alla relativa area di sedime, l’area necessaria alla realizzazione di opere analoghe, purché l’amministrazione individui concretamente l’area, motivi la sua correlazione con la consistenza degli abusi e rispetti il limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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