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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16206/2022 del 27/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello che li aveva condannati per bancarotta fraudolenta patrimoniale (capo A) e bancarotta per aggravamento del dissesto (capo B), contestando: 1) nullità della sentenza per difetto di corrispondenza tra imputazione e motivazione ex art. 522 c.p.p. (si sostiene che l'imputazione era basata sull'art. 223 l.f. mentre la motivazione richiamerebbe l'art. 216 l.f.); 2) vizi di fatto e di prova relativi alla qualificazione di "amministratore di fatto" attribuita a Toccaceli; 3) assenza di prova della condotta distrattiva, incertezze nella relazione del curatore, mancata acquisizione del piano di liquidazione ex art. 507 c.p.p. che avrebbe dimostrato il basso valore dei beni (automezzi), dubbio sull'effettiva esistenza dei beni e sul danno al ceto creditorio; 4) contestazione dell'entità della pena inflitta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondata l'eccezione di nullità per mancata corrispondenza imputazione/motivazione, perché la fattispecie era descritta in modo chiaro e la diagnosi sulla norma applicabile è irrilevante quando il fatto è puntualmente descritto (con richiamo a giurisprudenza consolidata). I restanti motivi sono stati considerati non consentiti in Cassazione perché si tratta di doglianze di merito/fatti già valutate e adeguatamente motivate dalla Corte d'Appello; la difesa non ha indicato profili di illogicità della motivazione. Perciò i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa per eccepire nullità per mancata corrispondenza tra imputazione e sentenza; la Corte di Cassazione ha ritenuto che, quando la descrizione del fatto è chiara, l'errata o mancante indicazione dell'articolo di legge è irrilevante ai fini della nullità

  • art. 223 legge fallimentare (bancarotta impropria/fraudolenta)

    Norma richiamata nella imputazione; la Corte ha esaminato la corrispondenza fattuale tra imputazione e motivazione più che la precisa evocazione dell'articolo

  • art. 216 legge fallimentare

    Richiamato nella motivazione secondo i ricorrenti; la Cassazione ha ritenuto irrilevante la discrepanza, purché il fatto sia descritto compiutamente

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama limiti alla esposizione dei motivi nei ricorsi (il testo cita che i motivi sono stati enunciati nei limiti strettamente necessari), utilizzato per inquadrare la forma del ricorso in Cassazione

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Richiesto dalla difesa per imporre l'acquisizione del piano di liquidazione predisposto dalla curatela; la Corte ha ritenuto che la mancata acquisizione fosse stata già valutata e motivatamente disattesa in Appello

  • art. 23, comma 8 legge n. 176/2020 (sulla trattazione a distanza e procedure straordinarie)

    Richiamato per la modalità di trattazione del ricorso in Cassazione (senza intervento delle parti)

Massime di principio

  • In Cassazione la corrispondenza tra imputazione e sentenza si valuta soprattutto con riferimento alla descrizione fattuale del fatto: una chiara e puntuale descrizione del fatto rende irrilevante un'errata o mancata indicazione della norma applicata
  • Le questioni di merito e di fatto (valutazione della prova, motivazioni sulle risultanze istruttorie, qualificazione fattuale come amministratore di fatto) sono in genere inammissibili in Cassazione se già valutate e motivate dal giudice d'appello, a meno che non emergano profili di illegittimità sulla motivazione o violazioni di legge
  • Per contestare efficacemente la qualificazione di amministratore di fatto o la sussistenza di distrazione di beni, è fondamentale produrre e far acquisire in sede di merito documenti probatori (es. piano di liquidazione, relazioni del curatore) e chiedere specifici accertamenti istruttori; la mancata richiesta o la disattesa acquisizione può essere ostativa al riesame in Cassazione
  • Gli errori formali nella designazione delle norme possono essere superati se il fatto è descritto con chiarezza; tuttavia, per sicurezza processuale, la contestazione dovrebbe sempre indicare correttamente le norme rilevanti o prevedere censure specifiche di diritto
  • In caso di ricorso in Cassazione, conviene concentrare le doglianze su profili di diritto o di motivazione formale (contraddittorietà, illogicità, violazione di norme processuali) piuttosto che su contestazioni puramente di fatto, che sono tipicamente inammissibili

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