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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8336/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la detenzione domiciliare in deroga ai sensi dell'art. 16-novies d.l. 15/01/1991, n. 8 (conv. l. 15/03/1991, n. 82), sostenendo di possedere i requisiti richiesti. Denunciava che il Tribunale aveva illegittimamente rifiutato la misura ritenendo prematuro concedere la detenzione domiciliare senza una preventiva e prolungata sperimentazione tramite permessi premio, e contestava la motivazione come illogica e non tener conto in modo prevalente della positiva evoluzione della sua personalità e del valore della collaborazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, per i collaboratori di giustizia, il requisito del "ravvedimento" previsto dall'art. 16-novies non può essere semplicemente presunto dalla collaborazione e dall'assenza di contatti persistenti con la criminalità organizzata, ma necessita di ulteriori elementi specifici che ne dimostrino l'effettività, anche in termini di ragionevole probabilità. Ha altresì ribadito il criterio di gradualità nella concessione dei benefici (procedere per passi: permessi, poi misure più incisive), specialmente quando il passato criminale è rilevante. L'ordinanza del Tribunale, che aveva motivato la necessità di un supplemento di osservazione intramuraria per verificare il consolidamento del ravvedimento, è stata ritenuta adeguata e immune da vizi. Nonostante il parere favorevole della Direzione nazionale antimafia sul profilo della collaborazione, il giudice di sorveglianza conserva autonomia valutativa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 16-novies d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv. dalla l. 15 marzo 1991, n. 82

    Il requisito del "ravvedimento" previsto dal comma 4 non può essere presunto solo sulla base della collaborazione; richiede elementi aggiuntivi, specifici e concreti che ne dimostrino l'effettiva sussistenza in termini di ragionevole probabilità. Il ravvedimento va rapportato alla natura e alla consistenza della misura richiesta e giustifica un criterio di gradualità nella concessione dei benefici.

  • art. 47-ter legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    Rilevato come riferimento alle misure alternative e al trattamento penitenziario; applicato nel contesto della valutazione del percorso rieducativo del detenuto e della necessita' di osservazione e gradualità nella concessione dei benefici.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La sola collaborazione con la giustizia non basta a presumere il "ravvedimento" necessario per ottenere benefici penitenziari in deroga: servono ulteriori elementi specifici e positivi che ne dimostrino l'effettività.
  • I giudici possono richiedere un periodo di osservazione intramuraria e l'esperienza progressiva dei permessi premio prima di concedere misure che comportino la stabilizzata fuoriuscita dal circuito penitenziario; il criterio della gradualità è raccomandato, specie per reati e profili personali che evidenziano elevata propensione a delinquere.
  • Un parere favorevole di strutture come la Direzione nazionale antimafia sul valore della collaborazione non vincola il giudice di sorveglianza, che mantiene autonomia valutativa e deve motivare la propria decisione.
  • La decisione del giudice deve spiegare, anche sinteticamente ma con sufficiente ragionevolezza, perché ritiene non ancora consolidato il ravvedimento: riferimenti a importante passato criminale e alla necessita' di ulteriori osservazioni sono motivazioni ammissibili.
  • In situazioni analoghe, il richiedente dovrebbe documentare e produrre elementi concreti a favore del ravvedimento (comportamento intramurario prolungato e verificabile, rapporti istituzionali positivi, dimostrazione di interruzione dei rapporti criminali) prima di ottenere misure alternative più ampie.
  • Il rigetto dell'istanza può comportare oneri di spese processuali; valutare la realistica probabilità di successo prima di proporre ricorsi.

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