Cassazione Penale, Sentenza n. 46231/2022 del 06/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto del ricorrente per violazione del divieto di avvicinamento (art. 387-bis c.p.) e per i reati successivamente contestati di danneggiamento aggravato del braccialetto elettronico (art. 635 c.p.) e resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). Il ricorrente deduceva che l'art. 387-bis non permetterebbe l'arresto né l'applicazione di misure coercitive (per cui la convalida e il rito direttissimo sarebbero illegittimi) e contestava inoltre incongruenze nella motivazione circa la qualificazione del danneggiamento (riferimento al comma 3 invece che al comma 2 dell'art. 635 c.p.).
La decisione
Il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto legittima la convalida dell'arresto: il giudice della convalida effettua un controllo di mera ragionevolezza sulla decisione della polizia giudiziaria in sede di arresto in flagranza, senza entrare nella valutazione di responsabilità. Il Tribunale di merito aveva correttamente rilevato la flagranza per la violazione del divieto di avvicinamento e la presenza di condotte di danneggiamento e resistenza, e pertanto la convalida è stata ritenuta lecita. La censura sulla qualificazione giuridica del danneggiamento è stata considerata infondata: l'oggetto danneggiato (il dispositivo elettronico) rientra nelle fattispecie richiamate dall'art. 635 c.p. La Corte ha inoltre richiamato il principio di autonomia dell'ordinanza di convalida rispetto agli atti successivi (in particolare il giudizio direttissimo). A fronte dell'inammissibilità, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 387-bis c.p.
Norma che sanziona la violazione del divieto di avvicinamento. Pur avendo caratteristiche che la legge recente ha inteso delimitare rispetto alle misure cautelari, non impedisce l'arresto in flagranza; la Corte ha ritenuto legittimo l'arresto obbligatorio in presenza di flagranza per questo reato.
art. 635 c.p.
Regola il danneggiamento aggravato; la Corte ha ritenuto che il danneggiamento del braccialetto elettronico rientri nelle "altre cose" previste dall'art. 625 e quindi nella fattispecie aggravata richiamata dall'art. 635, comma 2.
art. 625 c.p.
Fornisce la nozione di cose suscettibili di danneggiamento; il dispositivo elettronico è stato ricondotto a tali 'altre cose' ai fini dell'aggravamento contestato.
art. 337 c.p.
Norma sulla resistenza a pubblico ufficiale; valutata congiuntamente agli altri fatti contestati e connotante la condotta contestata agli operanti.
art. 275-bis c.p.p.
Norma che disciplina l'uso del braccialetto elettronico come misura cautelare; il ricorrente era già sottoposto a questa misura al momento dei fatti.
art. 380 c.p.p.
Richiamato per il regime della flagranza e dell'arresto obbligatorio; la Corte ha precisato che il giudice della convalida verifica la ragionevolezza dell'arresto sulla base degli elementi noti al momento, senza sindacare la responsabilità.
art. 381 c.p.p.
Norma collegata alla disciplina della flagranza e delle ipotesi di arresto; richiamata unitamente all'art. 380 per definire il perimetro del controllo giudiziale in sede di convalida.
art. 386 c.p.p., comma 3
Richiamato come termine procedurale da osservare nella fase di convalida; il giudice deve verificare l'osservanza dei termini procedurali previsti.
art. 390 c.p.p., comma 1
Richiamato insieme all'art. 386 per i termini e le formalità connesse alla convalida dell'arresto.
art. 185 c.p.p., comma 1
La Corte ha ricordato il principio generale sulla comunicazione delle nullità, sottolineando tuttavia l'autonomia dell'ordinanza di convalida rispetto ad altri provvedimenti procedurali, con ricadute limitate sulle impugnazioni.
Legge 19 luglio 2019, n. 69
Citata come fonte di modifica dell'art. 387-bis e del contesto normativo relativo alle misure cautelari e alle tutele per le vittime di violenza.
Legge 27 settembre 2021, n. 134
Richiamata per le modifiche procedurali (art. 380 c.p.p. lett. I-ter dell'art. 380 modificato dall'art. 2 comma 15) che influiscono sulla disciplina dell'arresto e della convalida per il reato di cui all'art. 387-bis.
Massime di principio
- L'arresto in flagranza per violazione del divieto di avvicinamento (art. 387-bis) può essere convalidato: il giudice della convalida effettua un controllo di mera ragionevolezza sugli elementi noti al momento, non una verifica della responsabilità penale.
- La presenza di fatti e condotte ulteriori (es. danneggiamento del braccialetto elettronico, resistenza) può giustificare la permanenza della restrizione; tali circostanze rilevano nella valutazione cautelare ma non sono sindacabili in sede di convalida oltre il controllo di ragionevolezza.
- L'ordinanza di convalida è autonoma rispetto al giudizio direttissimo o ad altri provvedimenti successivi: eventuali vizi o nullità di una fase non si trasferiscono automaticamente alle altre, e le impugnazioni sono autonome.
- Una censura sulla qualificazione giuridica dei fatti (es. scelta del comma applicabile) richiede più che una semplice discordanza: bisogna dimostrare un vizio concreto (es. errata delega del pubblico ministero o difetto formale) per incidere sull'esito della convalida.
- Le impugnazioni fondate esclusivamente su questioni procedurali relative all'instaurazione del rito (quando l'arresto è stato ritenuto legittimo in flagranza) sono spesso inammissibili se non prospettano vizi immediatamente rilevanti e specifici.
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