Cassazione Penale, Sentenza n. 36259/2023 del 30/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 14/12/2022 del Tribunale di Sorveglianza di Palermo che aveva rigettato il reclamo ex art. 35-ter ord. pen. relativo al periodo di detenzione presso la Casa Circondariale Palermo-Pagliarelli (16/03/2016 - 06/11/2021). Il ricorrente contestava il calcolo dello spazio vitale pro capite, deducendo che il Tribunale avrebbe errato nell'interpretazione della giurisprudenza di legittimità e che occorreva detrarre anche lo spazio occupato da letti singoli inamovibili (non solo quello dei letti a castello). Chiedeva altresì l'integrazione istruttoria mediante ispezione/perizia.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo dedotto mancasse di specificità: il ricorrente non ha indicato né provato che, nella cella oggetto del periodo contestato, fossero presenti letti singoli anziché o oltre il letto a castello; dal provvedimento impugnato risultava che nella cella erano detenute al più due persone e che per il computo era già stato scomputato lo spazio degli arredi fissi e del letto a castello. Non sussisteva pertanto concreta riferibilità della critica alla fattispecie. Per tali ragioni non è stata accolta la richiesta di integrazione istruttoria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 35-ter ord. pen.
Norma che disciplina il reclamo volto all'accertamento del rispetto delle condizioni di detenzione e, se del caso, alla richiesta di risarcimento per periodi in cui lo spazio vitale pro capite non è stato rispettato. Nel caso, il ricorso era fondato su tale rimedio ma è stato dichiarato inammissibile per carenza di specificità fattuale.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione
Secondo il principio richiamato, lo spazio occupato dal letto a castello, essendo non spostabile, deve essere detratto dalla superficie della cella ai fini del calcolo dello spazio minimo pro capite. Dalla sentenza emerge che tale principio non vale come affermazione generale e automatica secondo cui lo spazio dei letti singoli inamovibili non debba essere detratto; la questione richiede aderente e specifica prova della situazione di fatto.
Massime di principio
- Un ricorso contro il calcolo dello spazio vitale pro capite deve indicare con precisione i fatti rilevanti: presenza e tipo di letti in cella (a castello o singoli), numero di detenuti, misure o documentazione in grado di rendere la contestazione concretamente riferibile al periodo lamentato.
- La giurisprudenza considera detraibile lo spazio occupato dai letti a castello non spostabili; la deducibilità dello spazio occupato da letti singoli inamovibili richiede specifica valutazione e prova della loro presenza e natura.
- Le obiezioni formulate in astratto o senza riferimento puntuale alla situazione concreta sono dichiarate aspecifiche e possono determinare l'inammissibilità del ricorso.
- Se si ritiene necessaria un'ispezione o una perizia, il ricorrente deve motivare e circostanziare la richiesta con fatti e elementi di prova che ne giustifichino l'utilità e la pertinenza.
- Il fallimento dell'impugnazione per carenza di specificità può comportare la condanna alle spese e, come nella fattispecie, al versamento di somme alla Cassa delle ammende.
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