Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31586/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Collegio ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale del riesame sia l'ordinanza del GIP del 10/01/2023, ha dichiarato cessata l'esecuzione della misura cautelare e ha ordinato la scarcerazione del ricorrente. Ha inoltre disposto la comunicazione al Procuratore generale ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. (associazione di stampo 'ndranghetista). Il ricorrente ha censurato l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto al reato associativo, l'omesso esame di una memoria difensiva contenente elementi ritenuti decisivi, la valutazione probatoria fondata in prevalenza su un reato fine (art. 517-quater aggravato) e sulla mera frequentazione/rapporti economici con esponenti della cosca, nonché ha richiamato una precedente assoluzione nel processo cd. "black money" per fatti anteriori al periodo contestato.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Per l'integrazione del reato associativo è richiesto un contributo partecipativo caratterizzato da inserimento stabile nella struttura dell'associazione e da una 'messa a disposizione' effettiva a favore del sodalizio; mere relazioni o operazioni economiche con singoli affiliati non sono di per sé sufficienti a provare l'affiliazione.

  • art. 517-quater cod. pen.

    Il Tribunale aveva valorizzato il reato fine (truffa delle etichette) aggravato ex art. 416-bis, ma la Corte ha ritenuto che la contestazione di quel singolo reato non giustifichi automaticamente l'attribuzione del contributo partecipativo richiesto per l'416-bis.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Utilizzato come criterio per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso (riassunto dei motivi nei limiti indispensabili).

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'obbligo di comunicazione al Procuratore generale in sede per le competenze consequenziali alla decisione sulla custodia cautelare.

  • Giurisprudenza (Sez. U., n. 36958 del 27/05/2021)

    Richiamata quale principio interpretativo sui connotati del contributo partecipativo: sottolinea la necessità di un inserimento stabile e di una messa a disposizione dell'agente nella struttura associativa per fondare il reato associativo.

Massime di principio

  • Per sostenere una custodia cautelare per associazione mafiosa (art. 416-bis) occorrono gravi indizi che dimostrino l'inserimento stabile dell'indagato nella struttura associativa e un contributo partecipativo rilevante; non basta la mera vicinanza o rapporti economici con singoli affiliati.
  • La valorizzazione di singoli reati "fini" commessi con affiliati non è automaticamente sufficiente a fondare il reato associativo; deve emergere un nesso causale e funzionale tra le condotte e l'agevolazione o il perseguimento degli scopi del sodalizio.
  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia devono collegare direttamente l'indagato alle iniziative associative per assumere rilievo in ordine all'416-bis; riferimenti generici o omissioni probatorie indeboliscono la gravità indiziaria.
  • La difesa che segnala memorie o elementi decisivi deve vedere tali documenti valutati dal giudice: l'omesso esame di elementi difensivi può incidere sull'ammissibilità o sul merito del riesame della misura.
  • Una precedente assoluzione per fatti anteriori non vincola la valutazione attuale, ma costituisce elemento che può essere considerato nel quadro complessivo della gravità indiziaria; da sola non prova l'affiliazione nel periodo successivo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.