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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34172/2024 del 10/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 13/11/2023 che aveva confermato il diniego della liberazione anticipata per alcuni semestri. Il ricorrente denunciava contraddittorietà ed errore materiale nell'ordinanza (errata indicazione del semestre a cui riferire la concessione/il diniego), contestava la valutazione come ostativa di un richiamo per essersi rifiutato di rientrare in cella il 19/09/2022 per fare una telefonata (atteggiamento definito dal ricorrente 'gesto scortese' e fisiologico in un momento di fragilità psicologica), e rilevava che il Tribunale aveva escluso la responsabilità del detenuto per il ritrovamento di farmaci nella cella il 01/03/2023; chiedeva l'annullamento senza rinvio o, in subordine, l'annullamento con rinvio per nuova valutazione.

La decisione

Il ricorso è stato accolto in parte. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza fosse contraddittoria (il corpo motivazionale e il dispositivo non coincidevano quanto ai semestri). Ha escluso che si trattasse di un mero errore materiale correggibile ex art. 130 c.p.p., perché la correzione avrebbe comportato una modificazione essenziale dell'atto. Per la parte effettivamente impugnata (diniego relativo al semestre 17/02/2023 - 16/08/2023) ha constatato la mancanza/contraddittorietà della motivazione (il Tribunale aveva escluso la responsabilità per il rinvenimento di farmaci ma nel dispositivo aveva negato il beneficio per quel semestre), ha annullato limitatamente a detto diniego e ha rinviato gli atti al Tribunale di sorveglianza di Milano per un nuovo giudizio. La parte dell'ordinanza che aveva concesso la liberazione anticipata per il semestre 17/08/2022 - 16/02/2023 è divenuta definitiva e non è stata riesaminata per carenza di interesse da parte del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che l'ipotizzato errore non fosse mero errore materiale correggibile ai sensi dell'art.130 c.p.p., poiché la correzione avrebbe comportato una modificazione essenziale dell'atto; quindi è necessario procedere all'annullamento e al rinvio quando la rettifica inciderebbe sul contenuto decisorio.

Massime di principio

  • Se il dispositivo di un provvedimento confligge con la motivazione (es. indicazione di semestri discordanti), non sempre si tratta di mero errore materiale: la contraddittorietà può rendere necessario l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio.
  • L'art.130 c.p.p. consente la correzione di errori materiali, ma non può essere usato per modificare sostanzialmente il contenuto di un provvedimento: se la correzione inciderebbe sulla sostanza della decisione, va preferito l'annullamento con rinvio.
  • La parte della decisione non impugnata e favorevole al ricorrente diventa definitiva e non può essere riesaminata dalla Corte su quel punto, salvo che vi sia una impugnazione diretta.
  • Il diniego di benefici rieducativi (es. liberazione anticipata) deve essere motivato in relazione all'incidenza della condotta contestata sul percorso rieducativo: comportamenti 'bagatellari' o sanzionati con richiamo richiedono una specifica valutazione prima di essere ritenuti ostativi.
  • Se il provvedimento non attribuisce chiaramente un fatto al detenuto (es. rinvenimento di oggetti/ farmaci riferito a un compagno di cella), la mancanza di attribuzione ostacola il rigetto del beneficio e va esplicitamente valutata dal giudice.

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