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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41182/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è improcedibile per difetto di querela. In mancanza di elementi (e di risposta della Procura) per pronunciarsi ai sensi dell'art.129, comma 2, cod. proc. pen., la Corte ha dichiarato estinto il reato. Decisione resa il 13 settembre 2023.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva confermato la condanna per il delitto di furto aggravato. Il ricorrente deduceva l'estinzione del reato per difetto della condizione di procedibilità in ragione della riforma (c.d. riforma Cartabia) che ha reso il furto procedibile a querela della persona offesa; dagli atti non risultava querela e la Procura non ha risposto alla richiesta di chiarimenti sulla eventuale querela presentata entro il termine transitorio (30/03/2023).

Norme richiamate

  • d.lgs. 150/2022, art. 2 comma 1 lett. 1)

    "Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis)"

    La Corte interpreta questa disposizione come norma che ha trasformato il delitto di furto in reato procedibile a querela della persona offesa salvo specifiche eccezioni (persona offesa incapace o ricorrenza delle circostanze di cui all'art.625, nn.7 e 7-bis), con effetto di impedire la prosecuzione d'ufficio in assenza di querela.

  • art. 624 cod. pen. (previgente)

    La disposizione previgente sul furto è stata modificata dal d.lgs.150/2022; la sentenza richiama il cambiamento di regime procedurale rispetto alla normativa antecedente.

  • art. 85 d.lgs. 150/2022

    Consente, nei termini transitori previsti, di verificare se la persona offesa abbia presentato querela entro il termine stabilito (nella vicenda il termine del 30/03/2023); la Corte ha richiesto alla Procura tale verifica ai sensi di questa norma.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferita come parametro procedurale per la pronuncia sulla estinzione: la Corte ha rilevato che, non avendo ricevuto elementi probatori/risposte dalla Procura, non era possibile adottare una pronuncia ai sensi di tale norma e pertanto ha dichiarato l'improcedibilità del reato.

  • art. 625 cod. pen., numeri 7 e 7-bis

    Richiamato quale riferimento alle circostanze che consentono la procedibilità d'ufficio nonostante la regola della querela; la Corte segnala che, se ricorressero quelle circostanze, la procedibilità potrebbe sussistere.

Massime di principio

  • Dalla riforma Cartabia il delitto di furto è, di regola, procedibile solo a querela della persona offesa: in assenza di querela formale il reato diviene improcedibile e può essere dichiarato estinto.
  • Prima di proseguire un giudizio per furto, difesa e giudice devono accertare l'esistenza e la tempestività della querela; la mancata prova della querela favorisce l'improcedibilità.
  • Esistono eccezioni alla procedibilità a querela (persona offesa incapace per età o infermità, e le fattispecie di cui all'art.625 nn.7 e 7-bis); se tali condizioni ricorrono la pubblica accusa può procedere d'ufficio.
  • Quando negli atti non risulta la querela, il giudice può chiedere alla Procura verifiche (in base alle norme transitorie): l'assenza di risposta o di elementi probatori può determinare l'annullamento della condanna per improcedibilità.
  • Per i fatti commessi prima o durante la transizione normativa è fondamentale verificare i termini e le disposizioni transitorie (es. termine del 30/03/2023) per stabilire la procedibilità.
  • In sede di impugnazione la Corte di legittimità può annullare senza rinvio quando la causa di improcedibilità è evidente e comporta l'estinzione del reato.

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