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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44185/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere per rapina aggravata, denunciando omissione di valutazione sulla personalità dell'indagato (laureato, incensurato, senza carichi pendenti) e mancanza di considerazione sulla concretezza e attualità del pericolo di reiterazione del reato, sostenendo che la decisione si era limitata a richiamare la gravità del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretto l'approccio del Tribunale del Riesame, che ha motivato concretamente il rischio di reiterazione sulla base della gravità della condotta (aggressione con chiave inglese, violenza anche verso persona anziana), della giustificazione fornita dall'indagato (difficoltà economica che indica assenza di redditi leciti) e dell'inadeguatezza delle misure alternative proposte (arresti domiciliari con braccialetto elettronico o collocamento in Comunità). La Corte ha richiamato il principio secondo cui il pericolo di reiterazione deve essere non solo concreto ma anche attuale, valutato in concreto dal giudice della cautela; non ha ravvisato carenze motivazionali nel provvedimento impugnato. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende, disponendo gli adempimenti ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Il pericolo di reiterazione richiesto per la custodia cautelare deve essere concreto e attuale; la valutazione prognostica deve fondarsi sulla personalità dell'indagato e sulle sue concrete condizioni di vita, non richiedendo la previsione di una specifica occasione di delinquere. Tale valutazione è di competenza del giudice della cautela.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di condannare la parte che propone ricorso inammissibile al pagamento delle spese del procedimento; qui è stata applicata per l'addebito delle spese al ricorrente.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede gli adempimenti da compiere nel caso in cui con il provvedimento di cassazione non derivi la rimessione in libertà o la sostituzione della misura; la Corte ha ordinato gli adempimenti conformemente a questa disposizione.

Massime di principio

  • Per disporre o confermare la custodia cautelare per rischio di reiterazione è necessario provare un pericolo non solo concreto ma attuale, valutato sulla personalità dell'indagato e sulle sue condizioni di vita.
  • La gravità del fatto e le modalità dell'azione (es. uso di strumenti pericolosi, violenza verso persone vulnerabili) possono legittimamente contribuire a fondare il giudizio di pericolosità e il rischio di reiterazione.
  • La mera dichiarazione di assenza di precedenti o la qualifica personale (es. laurea) non esclude automaticamente la misura cautelare se elementi concreti indicano pericolosità e mancanza di redditi leciti.
  • Il giudice della cautela ha ampia discrezionalità nel valutare l'idoneità delle misure alternative (braccialetto elettronico, comunità); la loro inadeguatezza deve essere motivata e può giustificare il mantenimento della custodia cautelare.
  • In Cassazione la valutazione si concentra sulla completezza e logicità della motivazione del provvedimento impugnato: vizi motivazionali gravi possono giustificare accoglimento, altrimenti il ricorso è inammissibile e può comportare sanzioni economiche.

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