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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30978/2024 del 29/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia che aveva revocato la detenzione domiciliare a lui concessa in relazione a un provvedimento di cumulo del 7/09/2022. La revoca era motivata dal mutato giudizio di pericolosità sociale, derivante dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Messina (notificata il 6/02/2024) che contestava a Taranto plurime estorsioni aggravate dal metodo mafioso commesse tra il 2014 e il 2021. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale di sorveglianza non aveva valutato adeguatamente la sua personalità e il percorso rieducativo posteriore al titolo esecutivo, e che i fatti contestati erano antecedenti alla concessione del beneficio e, comunque, tale beneficio era stato poi mitigato (arresti domiciliari).

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato che la revoca della misura alternativa era legittima perché fondata sul mutamento del giudizio di pericolosità sociale in relazione alle nuove e gravi imputazioni (estorsioni con metodo mafioso), che evidenziavano una personalità criminale inserita stabilmente nella criminalità organizzata e con modalità seriali di commissione del reato. La Corte ha sottolineato che il giudizio prognostico deve considerare sia le condotte antecedenti sia quelle successive al titolo esecutivo e che il beneficio penitenziario ha carattere di stabilità relativa, suscettibile di revoca in presenza di novità rilevanti. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015 (Incarbone)

    Principio secondo cui per valutare l'idoneità del percorso rieducativo e la prognosi di non recidiva è imprescindibile considerare sia le condotte antecedenti sia quelle successive al titolo esecutivo, verificando non solo l'assenza di elementi negativi ma anche la presenza di elementi positivi

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 10586 del 08/02/2019 (Catalano)

    Conferma dell'orientamento giurisprudenziale sul necessario esame del comportamento complessivo del soggetto per valutare la permanenza del beneficio penitenziario

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 33287 del 11/06/2013 (Pantaleo)

    Ribadisce che il vaglio giurisdizionale deve considerare il processo di revisione critica dell'istante, basato sui comportamenti passati e presenti, per formulare un giudizio sul reinserimento sociale

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 30525 del 30/06/2010 (Giaccio)

    Affermato che i provvedimenti di concessione di benefici penitenziari hanno stabilità relativa e possono essere revocati o modificati in presenza di elementi di novità che incidono sulle condizioni del beneficio

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 1180 del 17/02/2000 (Cornero)

    Ulteriore conferma del principio che i benefici penitenziari non equivalgono a giudicato e sono soggetti a revisione alla luce di elementi nuovi

Massime di principio

  • La revoca di un beneficio penitenziario (es. detenzione domiciliare) è legittima se emergono elementi nuovi che mutano il giudizio prognostico sulla pericolosità sociale del beneficiario
  • Nel valutare la permanenza di una misura alternativa si devono considerare sia le condotte antecedenti sia quelle successive al titolo esecutivo oggetto di esame
  • La successiva attenuazione di una misura cautelare (es. da carcere ad arresti domiciliari) non elimina necessariamente la rilevanza delle imputazioni in ordine alla pericolosità sociale
  • Il titolare del beneficio ha l'onere di dimostrare un percorso rieducativo effettivo e persistente; l'assenza di elementi positivi può giustificare la revoca
  • I provvedimenti che concedono benefici penitenziari hanno stabilità relativa e sono suscettibili di revoca o modifica se sopraggiungono fatti/accertamenti che incidono sulle finalità rieducative e di prevenzione della recidiva

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