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Sentenza

Sentenza n. 1005/2026 - Ancona, Sezione 1

Giustizia amministrativa202200592

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Variante parziale al PRG, acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e successivi atti espropriativi relativi ai terreni interessati dalla realizzazione di strutture scolastiche e sportive

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, con ricorso originario e motivi aggiunti, la deliberazione della Giunta comunale di approvazione della variante parziale al PRG per la realizzazione di spogliatoi a servizio di una palestra geodetica e di un edificio strategico destinato alla delocalizzazione temporanea di laboratori scolastici, nonché la determinazione di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e gli atti presupposti, inclusi gli atti della conferenza di servizi e le deliberazioni relative alla localizzazione e realizzazione dell’opera. Sono stati inoltre impugnati gli atti successivi concernenti la determinazione urgente dell’indennità provvisoria, il decreto di esproprio, la relazione estimativa e la dichiarazione di pubblica utilità del secondo stralcio dell’intervento. Dal testo non risultano specificamente esposti i singoli vizi di legittimità dedotti.

La decisione

Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno comunicato di avere sottoscritto con il Comune, in esecuzione della deliberazione consiliare del 24 marzo 2026, un atto di transazione in data 25 maggio 2026. La transazione ha soddisfatto gli interessi dei ricorrenti e dell’amministrazione, facendo venir meno ogni utilità residua della pronuncia di merito. Il Comune ha aderito espressamente alla richiesta, sottoscrivendo congiuntamente l’istanza. Il TAR, applicando l’art. 34, comma 5, c.p.a., ha dichiarato cessata la materia del contendere e ha disposto l’integrale compensazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale dedotta viene integralmente soddisfatta, con conseguente venir meno dell’utilità della pronuncia di merito.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Richiamato quale base normativa dell’atto di acquisizione sanante impugnato; il giudice non ne esamina la legittimità in ragione della cessazione della materia del contendere.

  • art. 22 d.P.R. 327/2001

    Richiamato quale base normativa degli atti successivi di determinazione urgente dell’indennità provvisoria e di esproprio; il giudice non ne esamina la legittimità.

  • art. 12, comma 1, d.P.R. 327/2001

    Richiamato in relazione alla dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera; il giudice non svolge alcuna valutazione di merito.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, per effetto di un comportamento o di un accordo intervenuto nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale azionata risulta integralmente soddisfatta e non residua alcuna utilità concreta e attuale dalla pronuncia di merito.
  • L’adesione espressa di entrambe le parti alla richiesta di declaratoria di cessazione della materia del contendere consente al giudice di definire il giudizio ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., senza esaminare i vizi dedotti contro gli atti impugnati.
  • In caso di cessazione della materia del contendere conseguente a un accordo transattivo condiviso dalle parti, le spese di giudizio possono essere integralmente compensate.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiOccupazione illegittima e acquisizione sananteDecreto di esproprio e procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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