Cassazione Penale, Sentenza n. 17379/2023 del 26/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 22/09/2022 che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo (20/06/2022) in relazione al reato continuato di truffa. Denunciava inosservanza ed errata applicazione di legge e carenza/ apparente motivazione circa la sussistenza del fumus commissi delicti (sosteneva che gli elementi indicati riguardassero solo irregolarità fiscali/ amministrative; eccepiva l'irrilevanza della documentazione rinvenuta presso Puglisi Autosalone per mancata indicazione del periodo temporale) e del periculum in mora (riteneva insufficienti le ragioni sul pericolo di dispersione/ occultamento dei proventi). Contestava inoltre una presunta contraddizione tra il primo provvedimento e l'ordinanza del riesame circa la qualificazione dei terzi come semplici utilizzatori o come reali proprietari delle vetture e sollevava profili di proporzionalità rispetto alla somma sequestrata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure prospettate fossero, in gran parte, motivi non consentiti in Cassazione perché attengono alla valutazione di fatto e alla ricostruzione probatoria svolta dal Tribunale del Riesame. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata, coerente e priva di vizi logici manifesti: dal materiale investigativo la ricostruzione del fumus del reato di truffa aggravata era desumibile (uso della Friend's Car quale schermo fittizio, documentazione contabile rinvenuta nella sede della Puglisi Autosalone, utenze telefoniche comuni, presenza di vetture, omissione di adempimenti fiscali e RCA). Il periculum in mora è stato ritenuto adeguatamente motivato, anche in considerazione della natura fungibile del profitto del reato e dell'importo sequestrato (euro 238.745,65) quale risparmio di imposta. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 alla cassa delle ammende per colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen.
Stabilisce i rimedi esperibili avverso le ordinanze in materia di sequestro preventivo; la Corte ricorda che il ricorso per Cassazione è ammesso solo per violazione di legge (errors in iudicando o in procedendo), non per rivalutazione dei fatti.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Norma sull'obbligo di motivazione degli atti; la Corte valuta che l'onere motivazionale minimo richiesto è stato assolto dal Tribunale del Riesame, ritenendo la motivazione non assente né apparentemente vaga.
art. 94 Codice della Strada
Citata dalla difesa per sostenere che l'onere di trascrizione del passaggio di proprietà graverebbe sui terzi proprietari; la Corte non ritiene decisivo tale rilievo rispetto agli elementi indiziari che ricondussero la disponibilità al ricorrente.
art. 640-quater cod. pen.
Riferito al profitto del reato di truffa aggravata; i proventi oggetto di sequestro sono stati qualificati come profitto derivante dalla frode fiscale-indicata come evasione/risparmio imposte.
art. 322-ter cod. pen.
Norma che consente il sequestro dei beni che costituiscono profitto del reato; la Corte conferma che, in ragione della fungibilità del denaro, non è necessario dimostrare un nesso di pertinenzialità diretto tra ogni bene sequestrato e il singolo illecito, risultando sufficiente la corrispondenza di valore con il profitto contestato.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna alle spese e per la sanzione pecuniaria all'esito dell'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari reali la Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato: è consentita la censura soltanto per violazione di legge, non per riconsiderazione dei fatti o della valutazione indiziaria svolta dal giudice di merito.
- La carenza di motivazione integra una violazione di legge solo se l'atto motivazionale manca del tutto o è privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; contestazioni che propongono una diversa ricostruzione dei fatti sono inammissibili in Cassazione.
- Per dimostrare il fumus commissi delicti in reati economici/fiscali è spesso sufficiente un quadro logico-indiziario coerente (documentazione contabile, coincidenze operative tra società, uso comune di utenze, presenza di beni) che renda plausibile l'esistenza degli artifici fraudolenti.
- Il periculum in mora può fondarsi sul rischio concreto di dispersione/occultamento del profitto e sulla natura fungibile del denaro; per il sequestro ex art. 322-ter non è necessario provare un collegamento diretto tra singolo bene e reato purché il valore complessivo corrisponda al profitto contestato.
- Lo 'schermo' societario non esclude automaticamente la responsabilità del reale dominus: se la persona giuridica è mero strumento fittizio, il patrimonio formalmente intestato può essere aggredito direttamente.
- Le doglianze generiche in tema di proporzionalità o sussidiarietà sono inefficaci: per impugnare la misura cautelare occorrono censure specifiche e circostanziate che evidenzino il vizio di diritto.
- Il giudice di appello non è obbligato a confutare punto per punto tutte le deduzioni difensive: è sufficiente una motivazione globale che renda chiaro il convincimento e che, implicitamente o esplicitamente, escluda le alternative difensive.
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