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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38641/2023 del 21/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Fiorani impugna la sentenza del 10/01/2022 (Corte d'Appello di Bologna, decisione dell'11/01/2022) che, in riforma della sentenza di primo grado, ha assolto l'imputato dal reato contestato al capo A) (art. 641 c.p.) e ha confermato/rideterminato la pena per il reato contestato al capo B) (art. 640 c.p.). Il ricorrente deduce: 1) violazione di legge, sostenendo che l'assoluzione per l'art. 641 c.p. avrebbe dovuto comportare anche l'assoluzione per la truffa (art. 640 c.p.); 2) vizio di motivazione, contestando l'illogicità e l'assenza di elementi oggettivi a fondamento della conferma della condanna per truffa nonostante l'assoluzione per il reato connesso; inoltre chiede la revoca delle statuizioni civili in conseguenza dell'assoluzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione rilevante. Dall'esame della sentenza impugnata risultava una lacuna documentale: dopo l'esposizione iniziale la sentenza saltava dalla pagina 5 alla pagina 6 riportando solo il dispositivo, sicché la motivazione risultava completamente assente. La Cancelleria della Corte d'appello di Bologna ha confermato che la lacuna è presente anche nell'originale. Richiamato il principio di diritto sulla nullità del provvedimento per difetto di motivazione quando manchino pagine che rendono incomprensibile l'iter logico-giuridico, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo giudizio. La Cassazione non ha deciso nel merito né statuito sulle questioni di diritto sostanziale (coerenza tra assoluzione per art. 641 e condanna per art. 640), essendo l'annullamento motivato dalla incompletezza e dalla totale mancanza di motivazione.

Norme richiamate

  • art. 641 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato al capo A) (appropriazione indebita o fattispecie prevista dall'articolo indicato). Nel provvedimento impugnato l'assoluzione per questo reato è uno degli elementi critici che il ricorrente riteneva incompatibile con la condanna per la truffa; la Cassazione non ha però deciso sul merito a causa della mancanza di motivazione.

  • art. 640 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di truffa, contestato al capo B). La Corte d'appello aveva rideterminato la pena per questo reato; la Cassazione ha annullato la decisione per vizi formali senza entrare nel merito della congruenza tra le due statuizioni penali.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Prevede la correzione degli errori materiali. La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'eventuale rimedio di correzione di errori materiali non è applicabile quando il vizio sia di nullità per difetto di motivazione: cioè l'art. 130 non può sanare la mancanza totale della motivazione o la perdita di pagine che rende incomprensibile l'iter logico-giuridico.

  • Sez. 6, Sentenza n. 31392 del 07/10/2020 (Ziyat Brahim)

    È nullo per difetto di motivazione il provvedimento che manchi di una delle pagine che lo compongono quando la motivazione, a fronte di detta incompletezza materiale, non sia idonea a rendere conto dell'iter logico-giuridico della decisione. (In motivazione la Corte ha chiarito che si tratta di vizio non emendabile con la procedura di correzione dell'errore materiale prevista dall'art. 130 cod. proc. pen.)

    Principio richiamato dalla Corte nella fattispecie: la mancanza di porzioni della sentenza che eliminano le ragioni della decisione configura nullità non sanabile con la semplice correzione degli errori materiali e impone l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.

  • Attestazione della Cancelleria della Corte d'appello di Bologna

    la lacuna e il salto logico da pagina 5 a pagina 6 è presente anche nella sentenza originale, che appare quindi incompleta

    Fatto processuale accertato dalla Cancelleria che ha confermato l'incompletezza materiale dell'originale: elemento decisivo per la declaratoria di nullità della sentenza per difetto di motivazione.

Massime di principio

  • La mancanza totale o parziale della motivazione che renda incomprensibile l'iter logico-giuridico della decisione configura nullità della sentenza penale e determina l'annullamento con rinvio; tale vizio non è sanabile con la procedura di correzione di errori materiali di cui all'art. 130 c.p.p.
  • Se in una stessa pronuncia vengono accolti profili di assoluzione per reati connessi e, al contempo, confermate condanne per altri reati strettamente correlati, il giudice di merito deve esplicitare con motivazione chiara perché le risultanze processuali giustifichino tale apparente incongruenza; l'assenza di tale spiegazione è motivo di annullamento in Cassazione.
  • In presenza di lacune formali o sospette incompletezze della sentenza impugnata, la Cancelleria della Corte di Cassazione può chiedere l'originale alla Cancelleria del giudice a valle; se l'originale è incompleto la Cassazione potrà pronunciare la nullità.
  • Le statuizioni civili (risarcimento, condanna alle spese) sono collegati all'esito penale: un'annullamento dell'aspetto penale per difetto di motivazione rende necessario riesaminare anche le statuizioni civili in sede di nuovo giudizio.
  • In ricorso per cassazione è utile contestare sia vizi di diritto sia vizi di motivazione; quando il vizio è documentale (pagine mancanti) la Cassazione interviene anche senza che le parti dimostrino il contenuto mancante, se l'assenza rende incomprensibile la decisione.

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