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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14495/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per truffa in concorso (appropriazione di capi di abbigliamento per €56.000) sollevando quattro censure principali: 1) nullità del differimento dell'udienza del 7/4/2020 per mancata notifica a Caputo, allora detenuto; 2) inutilizzabilità, nei confronti di Caputo, di alcune prove testimoniali che non furono rese all'udienza disposta per rinnovazione dell'istruttoria (12/2/2021/21/2/2021), con violazione delle prerogative difensive; 3) carenza di prova circa la responsabilità di Angri (assenza di prova della sua presenza sul luogo, mancanza di prova certa della targa/reale entità del danno, continuazione dei rapporti commerciali fra le parti che metterebbe in dubbio l'ingiusto profitto); 4) errato diniego delle circostanze attenuanti generiche e conseguente eccessiva determinazione della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili: il primo motivo è manifestamente infondato poiché dagli atti risulta che Caputo aveva ricevuto la comunicazione del rinvio anche in carcere (art. 83 d.l. 10/2020 conv. L.27/2020 richiamato); il secondo è generico perché non specifica quali prove sarebbero inutilizzabili né dimostra la loro incidenza decisiva sulla cosiddetta 'prova di resistenza'; il terzo è generico in quanto omette di confrontarsi con elementi decisivi accolti dal giudice di merito (impronte su biglietto di pedaggio, tabulati telefonici, tracciamento tramite telecamere e targa/percorsi del furgone, testimonianze dei dipendenti della ditta venditrice); il quarto è aspecifico perché non contesta le ragioni concrete (gravità del fatto, danno, personalità e precedenti) sulle quali il giudice di merito ha basato il diniego delle attenuanti (art. 133 c.p.). Per effetto dell'inammissibilità, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e di €3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 83, decreto-legge n. 10 del 2020

    art. 83, decreto legge n. 10 del 2020, convertito nella legge n. 27 del 2020

    Richiamata come giustificazione della gestione delle notifiche/udienze in periodo emergenziale; la Corte ha verificato che, nonostante le norme emergenziali, la comunicazione del rinvio era comunque pervenuta al detenuto, escludendo la nullità lamentata

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ricorda che il giudice di merito può fondare il diniego su uno solo degli elementi indicati dall'art.133 (personalità, entità del reato, modalità), e che la valutazione di merito è insindacabile se congruamente motivata

  • Sez. U, n. 23868 del 23/04/2009 (Fruci)

    Sez. U, n. 23868 del 23/04/2009, Fruci

    Giurisprudenza citata per il principio secondo cui il ricorrente deve indicare specificamente gli atti affetti da vizio e dimostrarne l'incidenza decisiva sul complessivo compendio indiziario, pena la genericità del motivo

  • Sez. 3, n. 3207 del 02/10/2014 (Calabrese)

    Sez. 3, n. 3207 del 02/10/2014 - dep. 23/01/2015, Calabrese

    Principio secondo cui, se si censura l'utilizzabilità di un elemento probatorio, il ricorrente deve dimostrare l'incidenza dell'eliminazione sull'esistenza di una prova di resistenza; altrimenti l'atto è inammissibile per aspecificità

  • Sez. 2, n. 23903 del 15/07/2020 (Marigliano)

    Sez. 2, n. 23903 del 15/07/2020, Marigliano

    Richiamata a supporto del principio che il giudice di merito può basare la decisione sulle circostanze indicate dall'art.133 e che è sufficiente un elemento ritenuto prevalente per motivare la concessione o il diniego delle attenuanti

  • Sez. 2, n. 4790 del 16/01/1996 (Romeo)

    Sez. 2, n. 4790 del 16.1.1996, Romeo

    Ulteriore richiamo giurisprudenziale a sostegno della discrezionalità del giudice di merito nella valutazione degli elementi per le attenuanti generiche

Massime di principio

  • Per impugnare in Cassazione l'inutilizzabilità di singoli mezzi di prova è necessario indicare specificamente quali atti sarebbero viziati e dimostrare che la loro espunzione avrebbe inciso in modo decisivo sul complesso probatorio (prova di resistenza); altrimenti il motivo è generico e il ricorso è inammissibile.
  • La mancata notifica di un differimento d'udienza può essere eccepita solo se sussiste effettiva violazione della garanzia; in periodo emergenziale (richiamo all'art.83 d.l. 10/2020 conv. L.27/2020) il giudice verifica se è comunque stata data notizia al detenuto: la sola mancanza formale non è sufficiente se dalla documentazione risulta la conoscenza del rinvio.
  • La Corte di legittimità non riesamina i fatti ove la sentenza di merito sia congruamente motivata su elementi di prova concreti (impronte, tabulati, immagini, testimonianze, tracciamento veicolare); le critiche generiche all'assenza di prova della presenza o del concorso devono confrontarsi direttamente con le risultanze probatorie valorizzate dal giudice di merito.
  • Sul punto delle attenuanti generiche (art.133 c.p.), il giudice di merito ha ampia discrezionalità: può fondare il diniego su un solo elemento (es. gravità del fatto, personalità del colpevole, precedenti), purché la motivazione sia chiara e riferita a circostanze concrete.
  • Le sentenze di inammissibilità possono comportare condanne alle spese e sanzioni economiche (es. pagamento alla Cassa delle Ammende) commisurate al grado di colpa nella determinazione dell'inammissibilità; pertanto è importante evitare censure manifestamente generiche o infondate.

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