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Sentenza

Sentenza n. 1985/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento dell'illegitimita' e il conseguente annullamento del silenzio /inadempimento formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata Da Sarfraz Tayyabа presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan –

Giustizia amministrativa202514055

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione contro il silenzio formatosi sull'istanza presentata presso l'Ambasciata italiana di Islamabad per l'attivazione del procedimento finalizzato al rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio universitario. Nel corso del giudizio, il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, sostenendo così l'avvenuta attivazione del procedimento e chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese. Il ricorrente ha aderito alla richiesta quanto alla definizione del giudizio, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa azionata. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., in conformità alla posizione concorde delle parti. Le spese di lite sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'amministrazione la restituzione al ricorrente dell'eventuale contributo unificato versato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento durante il giudizio ha fatto venir meno la materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la fissazione dell'appuntamento necessario alla presentazione della domanda e l'attivazione del procedimento amministrativo cui l'istanza era preordinata soddisfano la pretesa azionata e determinano la cessazione della materia del contendere, anche se il procedimento non si è ancora concluso con il rilascio del provvedimento finale.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio promosso ai sensi dell'art. 117 c.p.a., l'amministrazione pone in essere l'attività procedimentale richiesta dal ricorrente, rendendo non più attuale l'interesse alla decisione sul silenzio.
  • La condotta operosa dell'amministrazione intervenuta nel corso del giudizio può giustificare la compensazione delle spese di lite, ferma restando la condanna dell'amministrazione alla restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente quando ciò sia disposto dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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