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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27078/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era accusato di tentata estorsione pluriaggravata in concorso e di avere agevolato un'associazione mafiosa: avrebbe accompagnato con la propria auto l'autore della richiesta estorsiva a un incontro con la persona offesa e, pur rimanendo nell'auto, avrebbe partecipato a una 'spedizione' composta da più autovetture che avrebbe rafforzato la forza intimidatoria della pretesa. Il ricorso contestava la gravità indiziaria, l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis c.p. (agevolazione mafiosa), la qualificazione della partecipazione come concorso di piu persone e la mancata indicazione delle esigenze cautelari specifiche a carico dell'odierno ricorrente.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la presenza silente dell'indagato, nel contesto di una formazione compatta di piu autovetture rimaste in attesa, integra elemento idoneo a rafforzare la valenza intimidatoria della pretesa estorsiva e costituisce indizio grave di condivisione del progetto criminoso. Perciò ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria e l'agevolazione al sodalizio mafioso; ha altresì ritenuto fondate le esigenze cautelari sulla base della predetta aggravante. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • articolo 416-bis cod. pen.

    articolo 416 bis.1 cod.pen.

    La Corte ha ritenuto che, pur trattandosi di un'aggravante soggettiva che richiede consapevolezza dell'esistenza dell'associazione mafiosa, i comportamenti del ricorrente (partecipazione alla 'spedizione', compresenza di piu veicoli e permanenza in attesa) costituiscono indizi gravi della volontà di agevolare l'attività del sodalizio e quindi giustificano l'applicazione dell'aggravante

Massime di principio

  • La presenza silente di un soggetto in una situazione intimidatoria può essere valutata come contributo idoneo a rafforzare l'azione delittuosa e a sostenere la gravità indiziaria
  • La compresenza coordinata di piu persone o automezzi nell'occasione di un'estorsione può essere interpretata come indice di concerto e incrementare la portata intimidatoria dell'azione
  • L'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis) richiede conoscenza soggettiva, ma tale conoscenza può essere desunta da comportamenti che manifestano la volontà di agevolare il sodalizio
  • La sussistenza di un'aggravante mafiosa può fondare una presunzione di esigenze cautelari difficilmente superabile con mere affermazioni generiche; servono elementi concreti e specifici per contrastare tale valutazione
  • Nel sindacato sulle misure cautelari il giudice valuta complessivamente gravità indiziaria ed esigenze cautelari: per impugnare con successo occorre dimostrare l'irrimediabile illogicità o la mancanza di sufficienza degli indizi e fornire elementi contrari rilevanti

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