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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21955/2025 del 11/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per reati edilizi, relativi alla realizzazione di opere abusive presso un immobile sito in Catania, in qualità di proprietario/committente dei lavori. I capi contestati riguardavano: l'esecuzione di opere in assenza del necessario titolo abilitativo, la realizzazione di strutture in cemento armato e l'omesso avviso alle autorità competenti. Con il primo motivo ha dedotto mancanza di motivazione sulla richiesta di assoluzione formulata in appello. Con il secondo ha denunciato violazione di legge per la mancata declaratoria di prescrizione, sostenendo che la Corte d'appello avrebbe erroneamente computato 823 giorni di sospensione del termine prescrizionale invece di 300. Con il terzo ha contestato il diniego della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Con il quarto ha censurato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha ritenuto che le doglianze investissero profili di merito e di valutazione della prova non sindacabili in sede di legittimità, che la motivazione della sentenza impugnata fosse congrua e completa, che il termine di prescrizione non fosse ancora spirato, che la particolare tenuità fosse correttamente esclusa in ragione dell'entità dell'abuso e della non sanabilità postuma, e che il diniego delle attenuanti generiche fosse legittimamente motivato con l'assenza di elementi positivi valorizzabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando di fatto la decisione di merito che aveva ritenuto l'imputato responsabile dei reati edilizi contestati. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha precisato che il termine di prescrizione sarebbe spirato solo in data 07/03/2025, sicché al momento della decisione il reato non era prescritto. Ha anche escluso la particolare tenuità del fatto e ha ritenuto non censurabile il diniego delle attenuanti generiche.

Norme richiamate

  • art. 36 L. Regionale siciliana 71/78

    Disposizione richiamata per la contestazione dell'abuso edilizio relativo alla realizzazione di opere senza titolo abilitativo.

  • art. 10, comma 1, lett. e.1, d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa per qualificare l'intervento come assoggettato a permesso di costruire.

  • art. 10, comma 1, lett. a, d.P.R. 380/2001

    Richiamato nel capo di imputazione relativo all'intervento edilizio abusivo.

  • art. 44, lett. b), d.P.R. 380/2001

    Norma sanzionatoria richiamata per l'abuso edilizio in assenza di titolo.

  • artt. 64, 65, 71, 72 d.P.R. 380/2001

    Richiamati per le violazioni concernenti le opere in cemento armato.

  • art. 95 d.P.R. 380/2001

    Richiamato in relazione all'omesso avviso alle autorità competenti per le opere edilizie.

  • artt. 93 e 94 d.P.R. 380/2001

    Richiamati come norme presupposto dell'obbligo di avviso e degli adempimenti preventivi per le opere edilizie.

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte ha ritenuto legittimo il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, in ragione dell'entità dell'abuso e della non sanabilità postuma.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato in tema di attenuanti generiche; il diniego può essere motivato con l'assenza di elementi positivi valorizzabili, non essendo sufficiente il solo stato di incensuratezza.

  • d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in l. 24 luglio 2008, n. 125

    Richiamato quale intervento normativo che ha rafforzato il requisito motivazionale e sostanziale per la concessione delle attenuanti generiche.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che, sotto l'apparente violazione di legge o carenza di motivazione, mirino in realtà a ottenere una nuova valutazione del fatto o della prova, se la sentenza impugnata è sorretta da motivazione congrua, esauriente e logicamente coerente.
  • Nei reati edilizi, la realizzazione di una sopraelevazione o di opere che determinino un aumento di volumetria può integrare un intervento di nuova costruzione, soggetto a permesso di costruire; la mancanza del titolo abilita la configurazione del reato edilizio contestato.
  • Ai fini della prescrizione, il giudice può legittimamente computare i periodi di sospensione del termine in base agli atti processuali; la censura è infondata se il calcolo effettuato dalla sentenza impugnata conduce a un termine non ancora spirato alla data della decisione.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando l'abuso edilizio presenti dimensioni significative e risulti non sanabile ex post, soprattutto se l'intervento ha comportato una nuova volumetria apprezzabile.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere sorretto dal riferimento all'assenza di elementi positivi apprezzabili; dopo la riforma del 2008, il solo stato di incensuratezza non è sufficiente a imporne la concessione.

Come è indicizzato

MaterieAbuso edilizioCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiReati ediliziParte generaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

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