L.R. Emilia-Romagna 21/2015
ISTITUZIONE DEL COMUNE DI MONTESCUDO - MONTE COLOMBO MEDIANTE FUSIONE DEI COMUNI DI MONTE COLOMBO E MONTESCUDO NELLA PROVINCIA DI RIMINI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce dal 1° gennaio 2016 il nuovo Comune di Montescudo - Monte Colombo (provincia di Rimini) mediante fusione dei Comuni di Monte Colombo e Montescudo. Regola successione nei rapporti, continuità di regolamenti e personale, contributi regionali per 15 anni e misure transitorie per l’avvio del nuovo ente e il primo mandato amministrativo.
Istituzione del Comune di Montescudo - Monte Colombo per fusione dei Comuni di Monte Colombo e Montescudo
Istituzione del Comune di Montescudo - Monte Colombo
La legge regionale dell’Emilia-Romagna dispone la fusione dei Comuni contigui di Monte Colombo e Montescudo, con istituzione di un unico nuovo Comune nella Provincia di Rimini a decorrere dal 1° gennaio 2016. La denominazione del nuovo ente è Montescudo - Monte Colombo e il suo territorio coincide con quelli già appartenenti ai due Comuni estinti, come risultante dalla cartografia allegata.
Partecipazione delle comunità originarie e municipi
Lo statuto del nuovo Comune deve garantire alle comunità di origine, o ad alcune di esse, adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi. Lo statuto può anche prevedere l’istituzione di municipi nei territori delle comunità originarie o di alcune di esse; statuto e regolamento comunali possono disciplinarne organizzazione e funzioni, prevedendo anche organi eletti a suffragio universale diretto. Agli amministratori dei municipi si applica la disciplina sullo status degli amministratori locali, nei limiti della legge statale.
Successione nei rapporti giuridici, patrimoniali e del personale
Il nuovo Comune subentra in tutte le posizioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi già facenti capo ai Comuni estinti. I beni demaniali e patrimoniali dei due enti sono trasferiti al demanio e al patrimonio del nuovo Comune. Anche il personale dei Comuni preesistenti transita al nuovo ente, con salvaguardia dei diritti dei lavoratori e nel rispetto della disciplina sul personale delle pubbliche amministrazioni.
Continuità normativa e amministrativa
I regolamenti e gli atti amministrativi generali dei Comuni di Monte Colombo e Montescudo, compresi gli strumenti urbanistici, restano in vigore in quanto compatibili fino a quando non intervenga una nuova disciplina del Comune di Montescudo - Monte Colombo. La disposizione assicura quindi continuità amministrativa nella fase di avvio del nuovo ente.
Contributi regionali e misure di sostegno
La Regione determina i contributi per le fusioni secondo i criteri del numero di abitanti, dell’estensione territoriale, del numero dei Comuni coinvolti e del volume complessivo delle spese correnti, secondo il programma di riordino territoriale. Al nuovo Comune sono riconosciuti:
- un contributo annuale costante di 92.000 euro per 15 anni;
- un contributo straordinario in conto capitale di 120.000 euro annui per 3 anni, per le spese iniziali.
Per i 10 anni successivi alla costituzione, il Comune ha priorità assoluta nei programmi e provvedimenti regionali di settore che prevedono contributi agli enti locali ed è equiparato a una Unione di Comuni ai fini dell’accesso ai contributi regionali riservati a forme associative, salvo quelli regolati dal programma di riordino territoriale. La Regione può inoltre sostenerlo mediante cessione di quota del patto di stabilità territoriale.
Disciplina finanziaria
Gli oneri per il contributo annuale e quello straordinario relativi agli esercizi 2016 e 2017 sono coperti mediante appositi capitoli di bilancio regionale, con utilizzo del fondo speciale accantonato nel bilancio 2015 e pluriennale 2015-2017. La Giunta è autorizzata ad apportare le variazioni di bilancio necessarie. Per gli esercizi successivi al 2017, il finanziamento avviene nell’ambito degli stanziamenti annualmente autorizzati secondo la disciplina contabile regionale e la normativa statale sull’armonizzazione dei bilanci.
Disposizioni transitorie per l’avvio del nuovo Comune
Entro il 31 dicembre 2015 i sindaci dei Comuni di origine, d’intesa tra loro, devono adottare gli atti utili per rendere operativa la fusione dal 1° gennaio 2016, assicurando continuità dei servizi e tutela degli interessi primari dei cittadini. Dal 1° gennaio 2016 e fino all’elezione dei nuovi organi, il Comitato dei sindaci coadiuva il commissario del nuovo Comune ed è consultato sul bilancio e sulle eventuali varianti urbanistiche.
Alla data di istituzione del nuovo Comune decadono gli organi di revisione dei Comuni estinti; fino alla nomina del nuovo organo, esercita le funzioni provvisoriamente l’organo in carica nel Comune di maggiore dimensione demografica. Ai fini del bilancio provvisorio si considera la somma delle risorse stanziate nei bilanci definitivamente approvati dei Comuni estinti.
I consiglieri cessati e i rappresentanti dei Comuni estinti in enti, aziende, istituzioni o altri organismi continuano a esercitare i rispettivi incarichi fino alla nomina dei successori.
Regime del primo mandato amministrativo
Per il primo mandato amministrativo del Comune nato dalla fusione, trattandosi di ente derivante dall’unione di Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, si applicano le disposizioni in materia di ineleggibilità, incandidabilità, inconferibilità e incompatibilità previste dalla legge per i Comuni sotto tale soglia demografica.
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