Sentenza n. 11227/2026 - Roma, Sezione 5Q
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall'Ambasciata d'Italia ad Islamabad - Pakistan a seguito della comunicazione ex art. 44 comma 5 del D.L. 73/2022 e 27 comma 1 ter del D.Lgs. n. 286/98, trasmessa dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Matera all'Ambasciata di Italia ad Islamabad - prot. n. P-MT/L/Q/2023/105498 - per il rilascio di visto di ingresso per lavoro stagionale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di convocazione e formalizzazione della domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad a seguito della comunicazione dello Sportello Unico per l'Immigrazione di Matera relativa al nulla osta al lavoro e della richiesta di fissazione di un appuntamento presso la sede diplomatica per formalizzare la domanda di visto di ingresso per lavoro stagionale. L'Amministrazione ha dedotto che il nulla osta risultava sospeso ai sensi del d.l. 145/2024, in attesa degli adempimenti delle amministrazioni competenti coinvolte nel procedimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti sia l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sia l'inerzia protratta oltre un termine ragionevole. In particolare, il ricorrente aveva ottenuto il presupposto nulla osta e aveva chiesto la convocazione presso la sede diplomatica per la formalizzazione della domanda. La sospensione prevista dal d.l. 145/2024, considerato il tempo ormai trascorso dalla sua introduzione, non poteva ulteriormente protrarsi in via indefinita, dovendo essere risolta dall'amministrazione competente, anche previa sollecitazione della sede diplomatica. Il Ministero e l'Ambasciata sono stati quindi condannati a convocare il ricorrente entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza e a concludere il procedimento nei successivi 60 giorni. Le spese di lite sono state compensate, in ragione dell'elevato numero di richieste gravante sulla sede diplomatica, delle sopravvenienze normative e della complessità dell'iter procedimentale.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il giudice verifica l'esistenza dell'obbligo di provvedere e l'inerzia oltre il termine previsto o ragionevole.
art. 44, comma 5, d.l. 73/2022
Richiamato quale base della comunicazione relativa al procedimento per il rilascio del visto di ingresso per lavoro.
art. 27, comma 1-ter, d.lgs. 286/1998
Richiamato in relazione al procedimento di ingresso per lavoro stagionale e al presupposto nulla osta.
d.l. 145/2024
La sospensione prevista dalla normativa non giustifica un'inerzia indefinita: decorso un tempo ragionevole, l'amministrazione competente deve risolvere la sospensione e procedere alla conclusione del procedimento.
Massime di principio
- Nell'azione avverso il silenzio, la sussistenza di un obbligo di provvedere e l'inerzia dell'amministrazione oltre il termine previsto o ragionevole sono sufficienti a fondare l'accoglimento della domanda.
- La sospensione normativa di un procedimento amministrativo non può protrarsi indefinitamente; decorso un termine ragionevole, l'amministrazione competente deve adottare gli adempimenti necessari per superare la sospensione e definire il procedimento.
- Quando il richiedente abbia già ottenuto il presupposto nulla osta e abbia chiesto alla sede diplomatica la convocazione per formalizzare la domanda di visto, l'amministrazione non può omettere sine die di fissare l'appuntamento e concludere il procedimento.
- In presenza di silenzio-inadempimento accertato, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di convocare l'interessato entro un termine determinato e di concludere il procedimento entro un ulteriore termine.
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