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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43275/2022 del 15/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Trieste (22/12/2021), della condanna inflitta dal Tribunale di Pordenone (24/02/2020) per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver provocato un incidente e dall'orario notturno (fatto del 10/01/2017). Il ricorrente articola sette motivi: 1) nullità della citazione a giudizio in appello per notifica eseguita a nominativo e indirizzo errati e rinnovo della citazione senza rispetto del termine dilatorio di 20 giorni; 2) contestazione della validità della revisione periodica dell'etilometro; 3) doglianza sul carico probatorio, ossia che la prova del malfunzionamento dell'apparecchio sarebbe onere del PM e non della difesa; 4) contestazione dell'attendibilità e legittimità dell'etilometro; 5) contestazione circa l'irrilevanza attribuita dalla Corte all'annotazione sull'assenza di lesioni neurologiche nel referto medico; 6) censura per il diniego della riconoscimento della particolare tenuità del fatto; 7) censura per il diniego della sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la prima notifica della citazione in appello, eseguita a nominativo e indirizzo diversi, costituisce nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p. e la rinnovazione eseguita senza il rispetto del termine dilatorio di 20 giorni integra a sua volta una nullità non sanata; la difesa aveva eccepito tempestivamente la nullità nelle conclusioni scritte del 9/12/2021. Tenuto conto della data del reato e dell'irrilevanza dei periodi di sospensione della prescrizione, il reato è nel frattempo estinto per prescrizione. Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata senza rinvio per estinzione del reato; è disposta la trasmissione degli atti al Prefetto di Pordenone, per competenze ai sensi dell'art. 224, comma 3, Cod. Strada, a cura del Tribunale di Pordenone.

Norme richiamate

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La nullità della notifica eseguita in forme diverse da quelle prescritte è nullità assoluta e insanabile quando l'atto non è idoneo a determinare la conoscenza effettiva da parte dell'imputato; la rinnovazione della notifica deve rispettare i termini dilatori (20 giorni) altrimenti integra ulteriore nullità

  • art. 224, comma 3, Codice della Strada

    Indica gli obblighi di comunicazione degli atti alle autorità amministrative competenti (Prefetto) per gli effetti amministrativi connessi alle condanne o provvedimenti relativi a violazioni del Codice della Strada; la Corte ordina la trasmissione degli atti al Prefetto nonostante l'annullamento per prescrizione

Massime di principio

  • La notifica processuale a nominativo o indirizzo errato configura nullità assoluta se impedisce la conoscenza effettiva dell'atto; la sua rinnovazione deve rispettare i termini dilatori previsti (es. 20 giorni) altrimenti anche la rinnovazione è nulla
  • Le eccezioni di nullità devono essere sollevate tempestivamente dalla difesa per evitare la sanatoria; una eccezione tempestiva può portare all'annullamento della sentenza anche dopo l'appello
  • Se una nullità procedurale non sanata determina un prolungamento dei tempi e la decorrenza dei termini di prescrizione, il reato può estinguersi e l'annullamento può essere pronunciato senza rinvio
  • Gli aspetti probatori sulla validità o sul funzionamento di strumenti (es. etilometro) possono essere rilevanti ma vengono superati quando vi sono nullità procedurali gravi che incidono sul procedimento
  • Anche in caso di estinzione del reato per prescrizione, possono permanere effetti amministrativi e deve valutarsi la trasmissione degli atti agli organi competenti (es. Prefetto ai sensi dell'art. 224 C.d.S.)
  • In situazioni simili, è fondamentale verificare fin dall'inizio la correttezza delle notifiche (nome e indirizzo) e, se errate, sollevare immediatamente eccezione per tutelare i termini di prescrizione

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