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Sentenza

Sentenza n. 1225/2026 - Venezia, Sezione 2

per l’accertamento - dell’illegittimità del silenzio illegittimamente serbato dal Comune di Cortina d’Ampezzo alla diffida in data 10 settembre 2025, notificata a mezzo PEC in pari data, presentata al fine di ottenere l’esercizio dei poteri di controllo e repressione degli abusi edilizi rispetto l’immobile confinante, in proprietà del Condominio Ca’ Tre Pini; - dell’obbligo di provvedere in relazione alla medesima diffida; nonché per la condanna a porre in essere l’attività di verifica e controllo richiesta;

Giustizia amministrativa202600487

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sulla diffida volta a ottenere l'esercizio dei poteri di controllo e repressione degli abusi edilizi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Cortina d'Ampezzo sulla diffida del 10 settembre 2025, nonché l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere e la condanna allo svolgimento delle attività di verifica e controllo richieste relativamente a opere abusive segnalate presso l'immobile confinante, di proprietà di un condominio controinteressato. Successivamente alla proposizione del ricorso, i ricorrenti hanno appreso che il Comune aveva adottato l'ordinanza del 18 settembre 2025, n. 155, avente a oggetto la demolizione delle opere abusive segnalate. Tale sopravvenienza ha fatto venir meno l'interesse alla decisione del ricorso. I ricorrenti hanno pertanto dichiarato di rinunciare agli atti, chiedendo la compensazione delle spese, sulla base anche di un accordo con il condominio controinteressato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'adozione dell'ordinanza comunale di demolizione, intervenuta dopo la notifica del ricorso e relativa agli abusi segnalati, ha eliminato l'utilità concreta e attuale della pronuncia richiesta sul silenzio e sull'obbligo di provvedere. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo, applicabile anche al processo amministrativo, secondo cui spetta alla parte scegliere se mantenere o meno la domanda di tutela giurisdizionale della propria situazione sostanziale. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e dell'accordo intervenuto tra i ricorrenti e il condominio controinteressato.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, l'adozione dell'ordinanza comunale di demolizione ha fatto venir meno l'utilità della pronuncia sul silenzio e sull'obbligo di provvedere.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio, l'adozione sopravvenuta da parte dell'amministrazione di un provvedimento che affronta la medesima situazione oggetto della diffida può far venir meno l'interesse concreto e attuale alla decisione, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Il principio dispositivo opera anche nel processo amministrativo: la scelta di mantenere o rinunciare alla tutela giurisdizionale di una situazione giuridica sostanziale spetta alla parte interessata.
  • La sopravvenuta adozione di un'ordinanza repressiva degli abusi edilizi segnalati elimina l'utilità dell'azione diretta ad accertare l'illegittimità del silenzio e l'obbligo del Comune di provvedere sulla relativa diffida.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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