Cassazione Penale, Sentenza n. 1563/2024 del 12/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza dell'8 marzo 2023 che ha applicato la disciplina della continuazione tra più condanne e ha rideterminato la pena complessiva. Il ricorrente ha dedotto violazione ed erronea applicazione degli artt. 81 e 133 cod. pen. e degli artt. 125 e 671 cod. proc. pen., sostenendo che il giudice dell'esecuzione ha comportato un aumento della pena per il reato "satellite" (fissata in 6 anni) tenendo conto della recidiva e di aggravanti (art. 80 DPR 309/1990) già valutate in sede di cognizione, mentre il giudice della cognizione del reato più grave (Corte d'Appello di Ancona) aveva ritenuto prevalenti le attenuanti generiche; il ricorrente chiedeva dunque che si effettuasse il bilanciamento tra attenuanti e aggravanti quale fatto per il reato principale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il principio consolidato secondo cui, in tema di continuazione, il giudizio comparativo tra circostanze (attenuanti e aggravanti) si applica solo al fatto considerato più grave; le circostanze relative ai reati satellite si considerano esclusivamente ai fini dell'aumento di pena previsto dall'art. 81 cod. pen. Inoltre la Corte ha ritenuto corretta l'attività del giudice dell'esecuzione che, nel rideterminare la pena, ha tenuto conto della recidiva e dell'aggravante ex art. 80 DPR 309/1990 per il reato satellite, conformemente alle valutazioni del giudice della cognizione. Per tali ragioni il ricorso è stato considerato manifestamente infondato e inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
La Corte interpreta l'art. 81 come norma che consente di tener conto delle circostanze dei reati satellite esclusivamente ai fini dell'aumento di pena per continuazione; il bilanciamento attenuanti/aggravanti deve essere effettuato prioritariamente con riferimento al fatto più grave
art. 133 cod. pen.
Riferita in relazione alla determinazione della pena complessiva; la Corte conferma che la determinazione deve rispettare i criteri di cui all'art. 81 e alla giurisprudenza consolidata sul confronto delle circostanze
art. 99, comma 4, cod. pen.
Norma sulla recidiva. La Corte ritiene legittimo che il giudice dell'esecuzione consideri la recidiva tra le circostanze aggravanti per il reato satellite se essa rilevava in sede di cognizione
art. 80 DPR n. 309/1990
Aggravante speciale prevista dal DPR 309/1990 (legge stupefacenti). La Corte accetta che l'aggravante sia stata considerata dal giudice dell'esecuzione nella quantificazione della pena per il reato satellite, conformemente alla valutazione del giudice della cognizione
art. 74 DPR n. 309/1990
Norma relativa al reato più grave preso come base nella ridenominazione della pena; richiamata in relazione alla tipologia di reato che ha influito sul computo complessivo
art. 73 DPR n. 309/1990
Norma riferita ai reati contestati nelle sentenze originarie; citata nel quadro fattuale ma non oggetto di diversa interpretazione rispetto al consolidato principio sulla continuazione
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente; la Corte non ravvisa violazione nella materia del giudizio di comparazione delle circostanze in sede esecutiva
art. 671 cod. proc. pen.
Norma sulla continuazione in sede esecutiva. La Corte ricorda che il giudice dell'esecuzione deve attenersi alle statuizioni del giudice della cognizione e può applicare i criteri consolidati sulla continuazione
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna alle spese processuali e ad una somma alla cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata alla luce della giurisprudenza costituzionale
Sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 2000
Richiamata per escludere l'assenza di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; giustifica l'applicazione delle spese e della sanzione
Giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (es. Sez. 1, n. 13369/2018; Sez. 3, n. 26340/2014 ecc.)
Principio interpretativo consolidato: confronto tra circostanze (attenuanti/aggravanti) nel reato continuato va fatto con riferimento al reato più grave; circostanze dei reati satellite rilevano solo ai fini dell'aumento ex art. 81
Massime di principio
- In ipotesi di reato continuato il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti va effettuato prioritariamente con riferimento al fatto più grave; le circostanze relative ai reati satellite servono solo per determinare l'aumento di pena ex art. 81 cod. pen.
- Il giudice dell'esecuzione che applica la continuazione ex art. 671 cod. proc. pen. deve conformarsi alle statuizioni del giudice della cognizione; può quindi tener conto delle aggravanti (es. recidiva, aggravanti speciali) per i reati satellite se tali circostanze risultano valutate o rilevanti nel giudizio di cognizione
- Per contestare correttamente in Cassazione la rideterminazione della pena in sede esecutiva occorre dimostrare che vi sia stata una manifesta violazione di legge o un errore di diritto rilevante nell'applicazione del meccanismo di continuazione, non la semplice discrepanza valutativa tra giudici
- Se la pena in sede di cognizione includeva già la recidiva o specifiche aggravanti, il ricorrente deve documentare e argomentare perché quelle circostanze non potevano essere considerate ai fini dell'aumento ex art. 81; diversamente il giudice dell'esecuzione può legittimamente tenerne conto
- In caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile il ricorrente può essere condannato a spese e ad una somma alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; valutare la fondatezza prima di proporre impugnazioni
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