Sentenza n. 15891/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento della cd. “Lettera_Parere_SOVRINTENDENZA_CAPITOLINA20260606_CA_2026_83374” del 06/06/2026 della Sovrintendenza Capitolina nella parte in cui subordina l'efficacia del parere favorevole “alla verifica, da parte degli uffici competenti, del rispetto delle distanze di legge della canna fumaria dalle finestre degli appartamenti prospicienti”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: parere favorevole della Sovrintendenza Capitolina, condizionato alla verifica del rispetto delle distanze legali della canna fumaria dalle finestre degli appartamenti prospicienti
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria dell'impianto)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato la lettera-parere del 6 giugno 2026 della Sovrintendenza Capitolina nella parte in cui subordinava l'efficacia del parere favorevole alla verifica, da parte degli uffici competenti, del rispetto delle distanze legali della canna fumaria dalle finestre degli appartamenti prospicienti. Ha dedotto, con una censura procedimentale e una censura di merito, l'illegittimità della condizione, sostenendo in particolare che la verifica del rispetto delle distanze esula dagli interessi affidati alla tutela della Sovrintendenza. Roma Capitale ha eccepito l'inammissibilità per carenza di lesività dell'atto.
La decisione
Il TAR ha respinto l'eccezione di inammissibilità: il parere era lesivo perché il suo tenore letterale, qualificandolo come favorevole con prescrizioni e indicando una condizione, subordinava l'assenso all'accertamento contestato. Nel merito ha accolto la censura secondo cui il rispetto delle distanze non rientra tra gli interessi la cui tutela è affidata alla Sovrintendenza Capitolina. La circolare della Sovrintendenza richiamata da Roma Capitale distingue chiostrine e pozzi di ventilazione da cortili e cortili secondari per finalità di salvaguardia degli edifici censiti nella Carta per la Qualità, senza riferirsi al rispetto delle distanze tra manufatti e immobili privati. Ha quindi annullato il parere limitatamente alla condizione sulle distanze, precisando che tale aspetto potrà essere valutato dagli organi amministrativi competenti. La prima censura, di natura procedimentale, è stata assorbita. Spese compensate, anche considerando che la società aveva comunque installato la canna fumaria.
Massime di principio
- Un parere favorevole che subordina il proprio assenso a una specifica verifica è lesivo e può essere impugnato quando, per il suo tenore letterale, condiziona l'efficacia dell'assenso all'esito dell'accertamento contestato.
- La Sovrintendenza Capitolina non può subordinare il proprio parere favorevole alla verifica del rispetto delle distanze legali tra un manufatto e immobili privati quando tale accertamento esula dagli interessi affidati alla sua tutela; la verifica resta demandata agli organi amministrativi competenti.
- Una circolare volta a distinguere le tipologie di cortili o spazi interni per la salvaguardia degli edifici censiti nella Carta per la Qualità non legittima l'imposizione di una condizione relativa alle distanze tra manufatti e immobili privati, se non contempla tale profilo.
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