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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29611/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per il delitto di bancarotta semplice, asserendo contraddittorietà e illogicità della motivazione in relazione alla sussistenza dell'elemento soggettivo (colpa grave). Sorelli sosteneva di aver adottato misure conservative e di aver fatto ricorso a professionisti, ottenuto credito bancario fino al 2017, proposto un piano di ridimensionamento e affittato rami d'azienda, attività che a suo dire escluderebbero la colpa grave e renderebbero il dissesto irreversibile solo ex post.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la condanna per bancarotta semplice pronunciata dalla Corte d'Appello di Firenze, ritenendo correttamente provata la colpa grave del ricorrente alla luce degli elementi fattuali: perdita totale del capitale sociale già nel 2016, prosecuzione dell'attività produttiva senza adeguate misure conservative fino all'agosto 2018, ammonimenti inascoltati del Collegio sindacale e del revisore, tentativi di ristrutturazione proseguiti vanamente e per lungo tempo (art. 67 l.fall.), e complessivo progressivo depauperamento aziendale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa; le spese della parte civile in questo grado sono liquidate in euro 3.600,00 oltre accessori. La richiesta di integrazione della decisione d'appello circa l'omessa liquidazione delle spese della parte civile è stata respinta in quanto rimedio non esperibile in questa sede.

Norme richiamate

  • art. 217 legge fallimentare (L. fall.)

    art. 217, comma 1, n. 1 e n. 4

    La norma punisce l'imprenditore che cagiona o aggrava il dissesto non osservando obblighi imposti dalla legge; la tardiva richiesta di fallimento può integrare il reato se connotata da colpa grave. La gravità della colpa non è automaticamente presunta dal solo ritardo, ma va accertata concretamente.

  • art. 2482-ter cod. civ.

    Obbligo, in ipotesi di riduzione del capitale social e situazione di crisi, di convocare l'assemblea per adottare provvedimenti (es. ricapitalizzazione o accertamento causa di scioglimento); l'inosservanza può concorrere a cagionare o aggravare il dissesto.

  • art. 67 legge fallimentare (L. fall.)

    Disposizione relativa alle procedure di ristrutturazione del debito; il tentativo di ristrutturazione non esclude automaticamente responsabilità penale se prolungato vanamente e accompagnato da progressivo depauperamento che rende prevedibile il dissesto.

Massime di principio

  • L'omissione di richiedere tempestivamente il fallimento non determina automaticamente responsabilità per bancarotta: è necessario accertare la colpa grave in concreto.
  • La colpa grave può essere desunta da elementi probatori concreti quali la perdita del capitale sociale, la prosecuzione dell'attività senza misure conservative, l'ignorare ammonimenti di organi di controllo e il progressivo depauperamento dell'azienda.
  • Tentativi di ristrutturazione o il ricorso a professionisti non escludono di per sé la responsabilità se tali azioni risultano inefficaci e prolungate al punto da rendere prevedibile il dissesto.
  • La valutazione della sussistenza dell'elemento soggettivo è fattuale e richiede motivazione puntuale: la Corte deve indicare gli elementi che giustificano la ritenuta colpa grave.
  • La mancata pronuncia in appello sulla liquidazione delle spese della parte civile non può essere integrata dalla Corte di Cassazione in questa sede; per ottenerne la correzione la parte interessata deve proporre specifico ricorso per cassazione avverso la sentenza che omette la pronuncia.

Testo integrale

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