Cassazione Civile, Sentenza n. 17726/2023 del 21/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia su proprietà e diritti reali relativi a porzioni di corte, 'selice' e fabbricati nei mappali del Comune di Villafranca. Gli attori originari (Zardini, Tommasi) chiedevano accertamento di insussistenza di servitù sul mappale 64 e, in via subordinata, trasferimento di eventuale servitù; la convenuta Coltri chiedeva riconoscimento di proprietà/usucapione e, in via riconvenzionale, la demolissione/rimessione in pristino. In appello e cassazione si sono discusse, tra l'altro, la natura comune o pertinenziale del 'selice', l'applicabilità dell'art. 1146 c.c. per l'accessione del possesso/usucapione, la correttezza dell'interpretazione degli atti storici (rogito 1903 e convenzioni successive) e la ripartizione delle spese processuali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha riunito i ricorsi, rigettato sia il ricorso principale di Alma Coltri sia il ricorso incidentale degli Zardini-Tommasi. Ha confermato i principi di merito: esclusa l'operatività dell'art.1146 c.c. per l'accessione oltre i limiti del titolo di acquisto (quindi no usucapione in favore di Coltri sulla porzione contestata), confermata la qualificazione del rogito 1903 come manifestazione della volontà di mantenere il 'selice' in comunione tra i partecipanti (non come mera servitù o pertinenza in favore di Coltri), e ritenuta legittima la ripartizione delle spese come decisa dalla Corte d'appello (condanne alla rifusione a carico dei ricorrenti con varie compensazioni e distrazioni a favore dei difensori). Sono state respinte anche le eccezioni procedurali riguardanti le notifiche/irregolarità formali perché ritenute non determinanti.
Norme richiamate
art. 1146 c.c.
L'accessione del possesso (comma 2) opera solo nei limiti del titolo traslativo: occorre titolo astrattamente idoneo e traditio nel perimetro dell'oggetto trasferito; non si può estendere l'acquisto oltre quanto previsto dal titolo.
art. 949 c.c.
Azione negatoria di servitù: non sempre configura litisconsorzio necessario; quando l'azione è diretta solo ad accertare l'inesistenza del diritto altrui e ottenere la cessazione delle molestie, non è necessario chiamare tutti i comproprietari.
art. 818 c.c.
Regole sulle pertinenze: il trasferimento delle pertinenze segue il bene principale solo se ricorre l'unità di proprietà e la destinazione funzionale/volontà; la Corte ha ritenuto assente il rapporto pertinenziale nel caso esaminato.
art. 2697 c.c.
Onere della prova: la decisione conferma che l'onere probatorio segue le pretese svolte (chi invoca l'usucapione o titolo ereditario deve fornire prova del titolo e del possesso), senza indebite inversioni.
art. 360 c.p.c. (nn. 3 e 5)
Vizi di legittimità: la Corte ha ricondotto le censure a fattispecie di interpretazione di fatto o valutazioni di merito non sindacabili; l'omesso esame di singoli elementi istruttori non integra automaticamente vizio di omesso esame di fatto decisivo.
art. 335 c.p.c.
Riunione dei ricorsi diretti contro la stessa sentenza, applicata per trattare insieme i ricorsi di Coltri e degli Zardini-Tommasi.
art. 91 c.p.c.
Regole sulla condanna alle spese: la Corte ha confermato la discrezionalità del giudice di merito nella ripartizione delle spese, nei limiti del principio di soccombenza e della causalità processuale.
art. 1485 c.c.
I controricorrenti hanno potuto chiamare in garanzia i venditori (Silvano Bonetti e Marisa Castioni) a fronte della pretesa di evizione: la Corte d'appello ha ritenuto non arbitraria la chiamata e ha posto le spese a carico degli attori in applicazione del principio di causalità.
art. 83 c.p.c.
La procura alle liti apposta su foglio separato si considera in calce se materialmente congiunta all'atto; questioni formali sulla procura non hanno determinato l'improcedibilità quando l'originale è stato depositato.
Massime di principio
- Azione negatoria di servitù (art. 949 c.c.): non sempre richiede il litisconsorzio necessario di tutti i comproprietari del fondo servente; è necessario solo quando la domanda comporta una modifica o disposizione della cosa comune che non può essere attuata pro quota senza tutti i contitolari.
- Accessione del possesso/usucapione (art.1146 c.c.): per unire il possesso del dante causa al proprio è necessario un titolo che astrattamente trasferisca la proprietà o altro diritto reale e la traditio nei limiti dell'oggetto trasferito; non si può estendere l'effetto dell'accessione oltre quanto previsto dal titolo.
- Pertinenze (art.818 c.c.): la qualificazione di un bene come pertinenza richiede sia l'elemento oggettivo (destinazione funzionale) sia quello soggettivo (volontà di destinazione); l'accertamento è di merito e non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato.
- Onere della prova (art.2697 c.c.): chi invoca l'esistenza di un diritto reale originario o la loro perdita per usucapione deve fornire la prova dei fatti costitutivi; la Corte non ammette inversioni non giustificate dell'onere probatorio.
- Interpretazione dei negozi (artt.1362 e ss. c.c.): l'interpretazione del contenuto di atti storici è valutazione di fatto del giudice di merito; la mera contrapposizione di un'interpretazione alternativa in Cassazione non è sufficiente a dimostrare violazione di legge.
- Nullità/irregolarità nelle notifiche e nelle procure: le irregolarità formali nelle notifiche a mezzo PEC o nella procura non comportano automaticamente nullità se l'atto ha raggiunto lo scopo e le parti hanno avuto conoscenza; depositi integrativi possono sanare irregolarità.
- Spese processuali: la ripartizione segue il principio di causalità e la valutazione di soccombenza complessiva; la chiamata in garanzia giustificata non è di per sé 'arbitraria' e può comportare condanna alle spese per la parte che ha provocato la chiamata.
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