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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16424/2024 del 12/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza del Tribunale di Agrigento che aveva dichiarato priva di efficacia la cartella di pagamento, denunciando la nullità della decisione per violazione dell'art. 112 c.p.c. in quanto il giudice di merito non si era pronunciato sull'eccezione di tardività dell'opposizione agli atti esecutivi (opposizione ex art. 617 c.p.c.) sollevata dall'agente della riscossione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo, ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha dichiarato inammissibile l'opposizione agli atti esecutivi proposta da Francesco Bono per essere stata proposta oltre il termine decadenziale previsto dall'art. 617 c.p.c. Sono stati assorbiti gli altri motivi. Francesco Bono è stato condannato a rifondere all'Agenzia delle Entrate - Riscossione le spese del grado di merito (liquidate in Euro 2.000,00 per compensi, oltre spese forfettarie e accessori di legge) e le spese del giudizio di legittimità (liquidate in Euro 5.000,00 per compensi e Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfetarie e accessori). La Corte ha inoltre ritenuto valida l'attività processuale svolta dall'avvocato della società estinta in Cassazione, per effetto del principio della perpetuatio dell'ufficio (art. 85 c.p.c.), nonostante la successione dell'Agenzia alle preesistenti società di riscossione.

Norme richiamate

  • art. 617 cod. proc. civ.

    termine decadenziale per far valere i vizi formali degli atti prodromici, 20 giorni dalla conoscenza legale o di fatto dell'atto

    I profili formali della cartella di pagamento devono essere contestati entro il termine decadenziale; l'inosservanza rende l'opposizione agli atti esecutivi inammissibile e la decadenza può essere rilevata d'ufficio anche in sede di legittimità.

  • art. 615 cod. proc. civ.

    opposizione per mancato titolo esecutivo

    Distinzione tra opposizione per mancata esistenza o validità del titolo esecutivo (art. 615) e opposizione per vizi formali della cartella (art. 617): la qualificazione della domanda è determinante per l'ammissibilità e per i termini applicabili.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    obbligo del giudice di decidere tutte le questioni sollevate

    Il mancato esame dell'eccezione preliminare di decadenza costituisce violazione dell'art. 112 c.p.c. e può fondare la cassazione per vizio di motivazione/omessa pronuncia.

  • art. 384 cod. proc. civ.

    possibilità di decidere la causa nel merito quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto

    Se il giudice di legittimità constata che i fatti salienti sono già accertati e non richiedono ulteriori verifiche, può decidere la controversia nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c.

  • art. 85 cod. proc. civ.

    principio della perpetuatio dell'ufficio del difensore

    L'estinzione dell'agente della riscossione e il subentro del successore non privano il procuratore già costituito dello ius postulandi nel medesimo grado di giudizio fino alla sua sostituzione; pertanto l'attività difensiva svolta in Cassazione dall'avvocato già costituito è valida.

  • art. 76, comma 4, d.l. n. 73/2021 (conv. l. n. 106/2021)

    successione dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione nelle relazioni processuali

    Ha determinato il subentro dell'Agenzia nelle azioni e nei rapporti processuali dell'ente/società di riscossione estinta, fatto rilevante ai fini della rappresentanza e della titolarità dell'azione.

  • art. 1, comma 8, d.l. n. 193/2016 e Protocollo 22 giugno 2017

    prevista convenzionalmente l'assistenza dell'Avvocatura Generale dello Stato per l'Agenzia delle Entrate - Riscossione in Cassazione

    Sebbene esista la previsione convenzionale di patrocinio da parte dell'Avvocatura, la Corte ha ritenuto valida l'attività del difensore già costituito per effetto della perpetuatio dell'ufficio; la mancata osservanza della convenzione non inficia automaticamente la validità degli atti compiuti dal difensore previamente costituito.

Massime di principio

  • È fondamentale qualificare correttamente l'opposizione (art. 615 vs art. 617 c.p.c.), perché le conseguenze procedurali e i termini sono differenti.
  • I vizi formali della cartella di pagamento devono essere impugnati entro il termine decadenziale di 20 giorni previsto dall'art. 617 c.p.c.; l'inosservanza determina l'inammissibilità dell'opposizione e può essere rilevata d'ufficio anche in Cassazione.
  • Il giudice è obbligato a pronunciarsi sulle eccezioni preliminari rilevanti; l'omissione di una decisione su tali eccezioni può costituire motivo di cassazione per violazione dell'art. 112 c.p.c.
  • Se i fatti necessari sono già accertati e non servono ulteriori indagini, la Corte può decidere la causa nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c. anche annullando la decisione di merito.
  • La successione dell'ente di riscossione non cancella automaticamente la validità dell'attività difensiva dell'avvocato già costituito: vige il principio della perpetuatio dell'ufficio (art. 85 c.p.c.), che consente la prosecuzione della rappresentanza fino a sostituzione formale.
  • In caso di contestazioni sulla validità formale degli atti di riscossione, conviene sempre verificare tempestivamente termini e modalità di impugnazione per evitare decadenze e riflessi sulle spese processuali.

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