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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29120/2026 del 31/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato era stato condannato in primo grado e la condanna era stata confermata in appello per la violazione dell'obbligo di presentazione imposto con DASPO ex art. 6 l. n. 401/1989, riferito agli incontri della società calcistica US Città di Palermo. La difesa ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con un primo motivo, vizio di motivazione e violazione di legge per la mancata formale modifica del provvedimento del Questore dopo il fallimento della società originaria e la nascita della nuova società SSD Palermo calcio, sostenendo che l'estensione del divieto e dell'obbligo di presentazione alle nuove partite sarebbe stata inefficace perché priva delle garanzie, prescrizioni e avvertenze previste. Con un secondo motivo ha censurato la valutazione dell'elemento soggettivo, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe ritenuto la volontarietà della condotta solo dall'assenza di presentazione alla firma, senza considerare che dopo il provvedimento non vi sarebbero stati ulteriori episodi di violenza o scontri, indice di resipiscenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso e ha ritenuto assorbito il secondo. Ha affermato che il DASPO e l'obbligo di presentazione devono indicare in modo specifico e determinato le manifestazioni sportive e i luoghi cui si riferiscono; non è consentita un'interpretazione estensiva che consenta di riferire automaticamente il provvedimento originariamente emesso per una squadra poi fallita agli incontri della nuova società sportiva, distinta e autonoma, subentrata nella stessa città. La nota integrativa della Questura che estendeva la prescrizione anche alla nuova società avrebbe dovuto essere convalidata dal giudice; in mancanza di tale convalida, l'obbligo non poteva ritenersi validamente esteso. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per insussistenza del reato.

Norme richiamate

  • art. 6 l. 13 dicembre 1989, n. 401

    il divieto e l'obbligo di presentazione devono essere formulati in modo specifico e determinato; non è ammessa un'interpretazione estensiva che estenda il provvedimento a una diversa società sportiva non indicata, e l'eventuale integrazione deve essere sottoposta a convalida giudiziale.

  • principio di tassatività

    richiede che la prescrizione amministrativa sia precisa e riferita a manifestazioni e luoghi specificamente indicati, specie quando incide sulla libertà personale mediante obbligo di presentazione.

  • principio di sufficiente determinatezza

    impone che il destinatario possa comprendere con chiarezza l'ambito oggettivo e soggettivo del divieto e dell'obbligo di presentazione.

Massime di principio

  • Il DASPO deve contenere indicazioni specifiche e dettagliate sulle manifestazioni sportive e sui luoghi ai quali si riferisce, in modo da consentire al destinatario una perfetta intelligenza del precetto e un controllo giurisdizionale effettivo sull'obbligo di presentazione collegato.
  • Quando una squadra di calcio destinataria del provvedimento cessi di esistere o sia sostituita da una società sportiva diversa, il divieto originario non si estende automaticamente ai nuovi incontri: per applicarlo alla diversa compagine occorre un nuovo provvedimento o un'integrazione formalmente valida e convalidata dal giudice.
  • Per le misure amministrative incidenti sulla libertà personale non è consentita un'interpretazione estensiva fondata sulla sola continuità sostanziale dell'attività sportiva, essendo necessario il rigoroso rispetto dei principi di tassatività e determinatezza.
  • Se la nota integrativa della Questura che amplia l'ambito del DASPO non è sottoposta a convalida giudiziale, essa non può fondare la responsabilità penale per violazione dell'obbligo di presentazione.
  • L'accertamento dell'elemento soggettivo diventa irrilevante quando difetta il presupposto oggettivo della validità ed efficacia del provvedimento amministrativo violato.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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