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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 800/2025 del 12/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza regionale che aveva confermato l'accertamento TOSAP relativo all'occupazione del soprassuolo (mq. 453) mediante un cavalcavia/viadotto autostradale sopra Via Pianezza a Collegno per l'anno 2013. La ricorrente deduceva: 1) insussistenza della "effettiva sottrazione" all'uso pubblico dello spazio sovrastante e trasferimento della proprietà allo Stato (ablazione/esproprio) con conseguente esclusione dell'imposizione; 2) carenza probatoria e vizi di motivazione dell'avviso di accertamento in ordine alla misura dell'occupazione e al parametro metrico adottato; 3) illegittima esclusione dell'esenzione prevista per enti pubblici/concessionari (art.49 d.lgs. n.507/1993) perché la gestione/concessione avrebbe natura pubblicistica e/o assimilabile a quella dell'ente concedente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che: l'occupazione stabile del soprassuolo da parte del viadotto costituisce di per sé sottrazione all'uso pubblico e presupposto impositivo per la TOSAP; la proprietà del tratto stradale sottostante resta comunale in mancanza di atto di trasferimento e la costruzione del sovrappasso non comporta automaticamente acquisizione della strada al demanio statale; l'avviso di accertamento era sufficientemente motivato e indicava l'estensione in metri quadrati, conformemente alle norme applicabili; l'onere della prova sulla misura dell'occupazione incombe sull'ente impositore ma nel caso di specie l'organo impositore aveva fornito elementi idonei; l'esenzione dell'art.49 d.lgs. n.507/1993 non si applica alla società concessionaria che esercita autonomia commerciale e rischio d'impresa nella gestione dell'opera, pertanto la società è soggetta alla TOSAP. Sono state inoltre rigettate le censure in parte per inammissibilità per effetto della "doppia conforme" tra i due gradi di merito.

Norme richiamate

  • d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (TOSAP)

    Disciplina il presupposto impositivo (occupazione del suolo, sottosuolo e soprassuolo), i criteri di determinazione (superficie in mq o metri lineari) e le esenzioni (art.49). La Corte ha ritenuto applicabile la TOSAP all'occupazione del soprassuolo da parte del concessionario e non estendibile l'esenzione ai concessionari privati non espressamente ricompresi dalla norma.

  • art. 38, comma 2, d.lgs. n.507/1993

    Indica che l'occupazione del suolo comunale da parte di concessionari è soggetta a tassazione; la Corte lo ha richiamato per affermare la tassabilità dell'occupazione del soprassuolo realizzata dal concessionario autostradale.

  • art. 49, d.lgs. n.507/1993

    Prevede esenzioni per specifici enti pubblici; la Corte ha interpretato la norma nel senso che l'esenzione è tassativa e non si estende ai concessionari privati anche se l'opera ha finalità pubbliche.

  • art. 46-47, d.lgs. n.507/1993

    Regolano la tassazione delle occupazioni di sottosuolo e soprassuolo e i criteri di determinazione della tassa. La Corte li ha usati per confermare che l'avviso doveva indicare la superficie e che la misura deve essere rapportata alle dimensioni dell'opera.

  • art. 51, d.lgs. n.507/1993

    Prescrive il contenuto dell'avviso di accertamento; la Corte ha ritenuto che l'avviso impugnato rispettasse i requisiti di motivazione e indicazione degli elementi essenziali.

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), art.2 e art.25 comma 1-ter lett. a

    Usato per distinguere le ipotesi di incrocio a raso e intersezioni a livelli sfalsati; la Corte ha chiarito che le disposizioni non comportano l'acquisizione automatica della proprietà comunale al demanio statale né incidono sull'imposizione TOSAP da parte del Comune.

  • art. 840 c.c.

    Principio civilistico sulla proprietà fondiaria e il regime del soprassuolo/sottosuolo; la Corte lo usa per spiegare i limiti della nozione di proprieta' rispetto al soprassuolo occupato dal viadotto.

  • art. 2697 c.c.

    Regola l'onere della prova; la Corte ha ricordato che l'amministrazione impositrice ha l'onere di dimostrare l'effettiva occupazione (anche tramite presunzioni), ma che la censura sulla valutazione della prova è preclusa in presenza di doppia conforme.

  • art. 112, 360 e 348-ter cod. proc. civ.

    Norme processuali richiamate per valutare la completezza della motivazione (art.112) e i vizi censurabili in Cassazione (art.360), nonché la preclusione derivante dalla 'doppia conforme' (art.348-ter). La Corte ha ritenuto la motivazione adeguata e parte delle censure inammissibili per doppia conforme.

  • legge 27 luglio 2000, n.212, art.7

    Disposizione sul contenuto degli atti impositivi e sui mezzi di prova; la Corte ha distinto fra motivazione dell'atto e prova e ha ritenuto l'avviso conforme ai requisiti di conoscibilità per il contribuente.

  • d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, art.178

    Norme sul regime particolare delle concessioni autostradali; la Corte ha richiamato la natura speciale delle concessioni ma ne ha confermato il carattere privatistico e imprenditoriale del concessionario, rilevante ai fini dell'imposizione.

  • leggi e norme sull'istituzione della rete autostradale (legge 21 maggio 1955 n.463; legge 24 luglio 1961 n.729)

    Richiamate per illustrare le procedure di realizzazione/possibili espropri; la Corte ha precisato che tali norme non comportano automaticamente trasferimento di proprietà delle strade comunali e non incidono, di per sé, sull'applicabilità della TOSAP.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n.115, art.13

    Riferimento tecnico sulle spese e sul contributo unificato; la Corte ha disposto l'onere contributivo a carico della ricorrente in caso di esito sfavorevole.

Massime di principio

  • L'occupazione stabile del soprassuolo da parte di un viadotto o cavalcavia autostradale costituisce di per sé presupposto impositivo della TOSAP se limita l'utilizzabilità pubblica dello spazio sovrastante, anche se l'opera ha finalità pubbliche.
  • La proprietà della strada sottostante non viene automaticamente trasferita allo Stato per il solo fatto della costruzione di un sovrappasso; in mancanza di atto di trasferimento la strada e il relativo soprassuolo restano in capo all'ente proprietario originario.
  • La TOSAP può essere riscossa dal Comune anche quando l'occupazione sia posta da un concessionario dello Stato: l'esenzione dell'art.49 è tassativa e si applica solo ai soggetti espressamente indicati, non ai concessionari privati che esercitano attività di gestione con autonoma dimensione economica.
  • L'avviso di accertamento deve fornire elementi essenziali (identificazione occupazione, estensione in mq o metri lineari, calcolo) per permettere la difesa; il Comune ha l'onere di provare l'effettiva estensione dell'occupazione, ma la mancata prova può essere valutata dal giudice alla luce delle presunzioni e degli elementi documentali prodotti.
  • Le questioni già decise in modo conforme nei due gradi di merito (doppia conforme) limitano il sindacato in Cassazione su fatti decisivi, rendendo alcune censure inammissibili.
  • La natura concessoria 'sui generis' delle concessioni autostradali non implica automaticamente equiparazione all'ente pubblico ai fini dell'esenzione tributaria: rileva la gestione economica autonoma e l'assunzione del rischio d'impresa.
  • Per valutare la demanialità o l'appartenenza di aree accessorie alla strada pubblica occorre distinguere tra pertinenze immediatamente funzionali alla viabilità e aree non necessariamente demaniali; non ogni area comunicante con la strada diventa demanio per semplice contiguità.
  • In casi analoghi, è prudente che il soggetto impositore specifichi chiaramente i parametri metrici (mq) dell'occupazione e le modalità di calcolo nella motivazione dell'avviso per rafforzare la prova e ridurre il rischio di censure procedurali.

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