Cassazione Civile, Ordinanza n. 22898/2024 del 19/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (magistrato)
La controversia
La controversia nasce da un giudizio di ottemperanza deciso dal Consiglio di Stato in relazione alla propria precedente sentenza n. 3662/2022, che aveva annullato la nomina di un magistrato a Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. In sede di ottemperanza, il Consiglio di Stato ha dichiarato nulla la successiva deliberazione del CSM del 28 luglio 2022, con cui era stata reiterata la nomina del medesimo magistrato, ribadendone la prevalenza su altro candidato. La Corte di cassazione era investita del ricorso principale del CSM e del Ministero della giustizia e del ricorso incidentale del controinteressato, entrambi fondati su un motivo unico; tuttavia, nelle more, è intervenuta una successiva sentenza del Consiglio di Stato su altra delibera del CSM del 17 maggio 2023, non impugnata nei termini, che ha fatto venir meno l'interesse delle parti alla decisione sui ricorsi proposti in cassazione.
La decisione
La Corte ha rilevato che, per effetto della sopravvenuta definizione del contenzioso collegato sulla successiva delibera del CSM, sia i ricorrenti sia il ricorrente incidentale avevano perso ogni ulteriore interesse alla decisione. Per tale ragione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale sia il ricorso incidentale. Ha compensato integralmente le spese del giudizio e ha escluso la debenza del raddoppio del contributo unificato, richiamando la giurisprudenza in materia di sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
La sopravvenuta ragione di inammissibilità per difetto di interesse esclude l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
art. 111 Cost.
Richiamato solo implicitamente nel contesto del ricorso per cassazione avverso decisione del giudice amministrativo; dal testo non emerge una specifica interpretazione della norma.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio di cassazione, sopravviene una decisione che definisce in modo stabile il contenzioso collegato e rende irrilevante l'esito del ricorso, viene meno l'interesse ad agire o a impugnare e il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
- La sopravvenuta carenza di interesse può colpire sia il ricorso principale sia quello incidentale, determinando l'inammissibilità di entrambi.
- In caso di inammissibilità per difetto sopravvenuto di interesse, il giudice può compensare le spese e non applica il raddoppio del contributo unificato.
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