Cassazione Penale, Ordinanza n. 06899/2025 del 19/02/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello deducendo, con il primo e il secondo motivo, vizio di motivazione, travisamento della prova e violazione di legge in relazione alla prova posta a fondamento dell'identificazione dell'imputato come autore del reato contestato. Le censure, già formulate in appello e respinte dal giudice di merito, mirano sostanzialmente a una nuova valutazione del compendio probatorio, insistendo in particolare sulla non decisività di una caratteristica fisica non ricavabile dalle immagini estrapolate dalle videocamere e sulla attendibilità del riconoscimento effettuato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che le doglianze attengono al merito e chiedono una rivalutazione delle prove non consentita in sede di legittimità, senza individuare specifici travisamenti di emergenze processuali effettivamente valorizzate dai giudici di merito. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito trasformare censure di motivazione in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio già scrutinato dai giudici di merito.
- Il vizio di travisamento della prova è deducibile solo quando il ricorrente individui specifici errori percettivi o rappresentativi riferiti a emergenze processuali decisive, non essendo sufficiente una mera riproposizione di alternative letture del fatto.
- Quando il ricorso si limita a contestare l'attendibilità dell'identificazione dell'imputato già motivatamente affermata in appello, senza indicare un concreto travisamento, il ricorso è inammissibile.
Come è indicizzato
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