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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8006/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per presunto errore di fatto: il ricorrente censura la sentenza della Corte di appello di Roma (15/02/2022) e sostiene che la Corte di legittimità abbia erroneamente ritenuto che l'accordo oggetto del concordato derivasse da una errata verbalizzazione della richiesta resa in udienza del 12/01/2021, mentre il verbale risulterebbe corretto. Il ricorrente ha chiesto l'accoglimento del ricorso straordinario per errore di fatto.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto che l'errore denunciato non fosse di natura percettiva, ma attinente a valutazioni e interpretazioni della volontà negoziale delle parti, quindi non rientrante nell'istituto dell'errore di fatto. La Corte ha ricostruito i fatti e le fasi di formazione della volontà negoziale e ha confermato che tali valutazioni non sono sindacabili con il rimedio straordinario per errore di fatto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 599 bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella motivazione relativa all'ambito delle richieste pattizie e alla materia del concordato; nel testo la regola è citata come quadro fattuale per la pronuncia impugnata.

  • articolo 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: condanna alle spese del procedimento.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n.18651 del 26/03/2015 Moroni; Sez. 6, n.28269 del 28/05/2013; Sez. 6, Ord. n.2945 del 25/11/2008)

    Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015 Moroni Rv. 263686 - 01; Sez. 6, Sentenza n. 28269 del 28/05/2013 Rv. 257031 - 01; Sez. 6, Ord. n. 2945 del 25/11/2008, Caso, Rv. 242689 - 01

    Richiamati principi consolidati secondo i quali il ricorso straordinario per errore di fatto è ammissibile solo per errori percettivi immediatamente verificabili; non rientrano nell'istituto errori di giudizio, di interpretazione normativa o valutazioni complesse di fatto.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto è ammesso soltanto per errori percettivi immediatamente e oggettivamente rilevabili (es. svista, errore materiale, trascrizione inesatta) che, una volta corretti, determinino inevitabilmente una decisione diversa.
  • Non è possibile utilizzare il rimedio per contestare valutazioni di merito, ricostruzioni fattuali complesse o valutazioni sulla formazione della volontà negoziale delle parti: tali aspetti costituiscono errori di giudizio non sanabili con il ricorso per errore di fatto.
  • Gli errori di interpretazione di norme giuridiche, l'attribuzione di portata errata a una norma o la supposizione di orientamenti giurisprudenziali non costituiscono errore di fatto ma questioni di diritto o di valutazione, e rendono il ricorso inammissibile.
  • Prima di proporre il ricorso per errore di fatto verificare che la presunta anomalia sia effettivamente una svista materiale o di trascrizione e che la sua correzione incida necessitariamente sull'esito: se sono coinvolte valutazioni probatorie o negoziali, il rimedio è destinato a fallire.
  • La proposizione di ricorsi infondati può comportare condanne alle spese e sanzioni economiche, compresa l'applicazione di somme alla cassa delle ammende quando sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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