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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18153/2026 del 20/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma (5/05/2025) che aveva confermato la condanna del Ruggiero (Tribunale di Roma 25/11/2020) a mesi 6 di reclusione e euro 700,00 di multa per il reato di cui all'art. 635 c.p. I motivi di impugnazione contestavano: 1) omissione della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, per effetto della neutralizzazione dell'aumento di pena connesso alla recidiva; 2) vizi nella valutazione dell'elemento soggettivo (automatismo psichico dopo il decesso del padre); 3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.; 4) errata valutazione e riconoscimento della recidiva ai fini dell'art. 99 c.p. e mancata applicazione dell'art. 62-bis c.p. per la riduzione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la maggior parte dei motivi (primo, secondo e quarto) ritenendoli infondati o aspecifici, avendo confermato la correttezza della valutazione della recidiva e della sussistenza dell'elemento soggettivo. Tuttavia il terzo motivo (art. 131-bis c.p.) è stato accolto: la motivazione della Corte d'Appello sulla non sussistenza della particolare tenuità è stata ritenuta insufficiente e apodittica (si era limitata a indicare il costo "non insignificante" delle "spese necessarie per riparare il finestrino" senza adeguata analisi). Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente a tale profilo e rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma per nuovo giudizio sul punto. L'affermazione di responsabilità resta irrevocabile (ai sensi dell'art. 624, comma 2, c.p.p.). Rigettata la richiesta di spese della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen.

    Norma incriminatrice del reato di danneggiamento; la Corte ha confermato che l'elemento soggettivo si perfeziona con la coscienza e volontà di distruggere o deteriorare la cosa altrui, senza necessità di un fine specifico di nuocere.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ha ritenuto che il giudice di merito sia obbligato a motivare puntualmente, valutando congiuntamente tutte le peculiarità concrete; nel caso la motivazione della Corte d'Appello è stata insufficiente e ha determinato l'annullamento parziale con rinvio.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sul computo della prescrizione: la Corte ha applicato correttamente la disciplina, tenendo conto dell'aumento del termine massimo di prescrizione derivante dalla recidiva reiterata.

  • art. 99 cod. pen.

    Disciplina della recidiva: la Corte territoriale ha ritenuto legittimo il riconoscimento della recidiva reiterata e la sua incidenza non solo sull'aumento della pena ma anche sulla neutralizzazione delle circostanze attenuanti nel giudizio di bilanciamento.

  • art. 69 cod. pen.

    Principio di bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti; la recidiva può integrare un effetto concreto di neutralizzazione di attenuanti ai sensi di tale criterio.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulla diminuzione della pena in presenza di circostanze (es. collaborazione o altri istituti): il ricorrente aveva chiesto applicazione/riduzione in virtù di valutazioni personali, ma la Corte non ha ritenuto fondata la censura sul mancato suo riconoscimento, ritenendo adeguata la motivazione del giudice di merito in relazione alla recidiva.

  • artt. 192 e 530 cod. proc. pen.

    Riferimenti processuali citati dal ricorrente in relazione a vizio di motivazione e limiti dell'appello/cassazione; la Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e reiterativo per quanto attiene la ricostruzione probatoria e, dunque, non ammissibile al sindacato di legittimità.

  • art. 624, comma secondo, cod. proc. pen.

    Norma che dispone l'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità quando l'annullamento riguarda questioni che non incidono su tale statuizione; la Cassazione ha dichiarato irrevocabile la responsabilità di Ruggiero in applicazione di tale disposizione.

Massime di principio

  • La recidiva, oltre a determinare l'aumento della pena, può neutralizzare l'effetto favorevole delle circostanze attenuanti nel bilanciamento previsto dall'art. 69 c.p.; ciò influisce anche sul computo della prescrizione.
  • Per il reato di danneggiamento (art. 635 c.p.) non è necessario dimostrare un fine specifico di nuocere: è sufficiente la coscienza e volontà di distruggere o deteriorare la cosa altrui.
  • In tema di art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) il giudice deve motivare in modo concreto e specifico, esaminando le modalità della condotta, il danno effettivo e il grado di colpevolezza; motivazioni sintetiche o apodittiche comportano annullamento e rinvio.
  • La Corte di Cassazione non è sede di revisione del merito dei fatti: le valutazioni probatorie e gli apprezzamenti di fatto dei giudici di merito sono sindacabili solo se manifestamente illogici o contraddittori.
  • Quando la Cassazione annulla una sentenza soltanto su un profilo motivazionale (es. art. 131-bis) e non incide sulla responsabilità, quest'ultima resta irrevocabile e la causa va rinviata per nuovo esame limitato al punto specifico.
  • Nelle impugnazioni che sollevano questioni di prescrizione o di calcolo dei termini, è fondamentale un esame puntuale degli effetti delle circostanze personali e criminali (es. recidiva) sul termine prescrizionale.

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