Cassazione Penale, Sentenza n. 13662/2024 del 04/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il GUP del Tribunale de L'Aquila ha rimesso, ai sensi dell'art. 24-bis cod. proc. pen., alla Corte di cassazione la questione pregiudiziale sulla determinazione della competenza territoriale in relazione a due imputati (XHAFAJ Pelivan e PULEO Giovanni). La rimessione era motivata dall'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai difensori, che ritenevano competente il Tribunale di Latina anziché quello de L'Aquila. La Corte ha esaminato l'ammissibilità della rimessione, valutando se il provvedimento del GUP contenesse elementi descrittivi e motivazionali sufficienti a evidenziare una seria e obiettiva incertezza sulla competenza territoriale e se fossero stati trasmessi "gli atti necessari alla risoluzione della questione" come previsto dalla norma.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il rinvio pregiudiziale. Ha ritenuto che l'ordinanza di rimessione del GUP fosse priva di qualsivoglia descrizione della fattispecie e delle ragioni che avrebbero impedito al giudice a quo di decidere la competenza con gli ordinari strumenti processuali. La rimessione è stata qualificata come esplorativa e ipotetica, priva degli elementi di giudizio necessari, e quindi contraria ai criteri di applicazione dell'art. 24-bis. Conseguentemente la richiesta è stata dichiarata inammissibile e il procedimento è stato rimandato agli adempimenti di cancelleria.
Norme richiamate
art. 24-bis cod. proc. pen.
Lo strumento della rimessione alla Corte di cassazione serve a risolvere seri dubbi sulla competenza territoriale per evitare sprechi processuali, ma richiede che il giudice rimettente esponga elementi di fatto e le ragioni dell'incertezza e trasmetta gli atti necessari; non può essere usato in modo esplorativo né per sollevare dubbi meramente ipotetici
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Richiama l'obbligo motivazionale anche per le ordinanze: il giudice che rimette deve motivare l'ordinanza indicando le ragioni che hanno determinato la rimessione, in modo da permettere alla Corte di decidere con conoscenza completa degli elementi rilevanti
dlgs n.150 del 2022
Ha introdotto nel codice procedura penale l'art. 24-bis; la norma va interpretata alla luce della finalità di prevenire inutili sprechi processuali ma senza esonerare il giudice di merito dall'esame e dalla motivazione sulle ragioni dell'incertezza
Giurisprudenza della Corte di cassazione richiamata (esempi)
La Corte ha richiamato orientamenti che limitano l'uso dell'art. 24-bis: la rimessione è ammessa solo per questioni di una certa serietà e quando il giudice a quo evidenzi elementi concreti di obiettiva incertezza; sono citate pronunce che consolidano il principio contro rimessioni meramente esplorative (es. Sez. IV n. 28561/2023; Sez. I n. 20612/2023; Sez. I n. 22326/2023; Sez. III nn. 1878/2024, 5485/2024, 8813/2024)
Massime di principio
- La rimessione prevista dall'art. 24-bis cod. proc. pen. è uno strumento eccezionale: il giudice rimettente deve dimostrare, con motivazione precisa e fatti concreti, l'esistenza di una seria e obiettiva incertezza sulla competenza territoriale
- Non è ammessa la rimessione quando l'atto sia meramente esplorativo o frutto di un dubbio inarticolato: il giudice deve preliminarmente esercitare gli ordinari poteri di valutazione e spiegare perché questi non siano idonei a risolvere la questione
- L'ordinanza di rimessione deve contenere la descrizione della fattispecie, gli elementi di fatto rilevanti e l'analisi delle ragioni giuridiche che ostano alla soluzione autonoma della competenza territoriale da parte del giudice a quo
- L'uso parco della rimessione evita una sostanziale delega alla Corte di cassazione e previene decisioni "al buio" che potrebbero ledere il principio del giudice naturale e produrre effetti definitivi senza una corretta base istruttoria
- In pratica, prima di chiedere o disporre la rimessione, difensori e giudici dovrebbero raccogliere e prospettare elementi probatori, documentazione e argomentazioni giuridiche concrete che rendano ragionevole l'incertezza sulla competenza territoriale
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